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23/04/2021   GIULIO CAZZATO
  ''Chi ascolta deve avere la possibilità di immedesimarsi e di fare sua la canzone...''

Ciao Giulio! Benvenuto sulle nostre pagine. Hai appena pubblicato il tuo nuovo video “Rimarrai poesia”. Emozioni? ''Ciao! Grazie a voi! Sono molto contento, emozionato e soddisfatto di questo lavoro. Fiero soprattutto di aver incontrato le persone giuste per aver dato vita e valorizzato al meglio questo progetto che avevo nel cassetto da un po’ di tempo. “Rimarrai Poesia”, il singolo che anticipa l’album, è un pezzo a cui tengo molto, rispecchia la mia visione di fare musica ed il modo in cui voglio approcciarmi a chi mi ascolta''.

“Rimarrai poesia” è una canzone d’amore, ma non scontata. Il testo infatti è metaforico e carico di significati da scoprire. Il sound molto particolare. Come è nata questa combinazione perfetta? ''Come quasi tutti i miei pezzi, questa canzone nasce di getto in un pomeriggio d’inverno. Non amo studiare a tavolino una canzone, e molto raramente cambio parole o accordi dopo la prima stesura, rimango fedele quanto più possibile alle prime idee e sensazioni. Penso sia veramente uno dei più bei pezzi che abbia mai scritto, di sicuro quello che mi rappresenta in primis come persona e poi come artista. La scelta infatti di proporlo come singolo non è casuale, avrei optato sicuramente per un altra traccia se avessi dovuto rappresentare il sound dell’intero album. Il testo metaforico-criptico fa parte del mio vero modo di scrivere, rispecchia la mia filosofia, cioè quella che, chi ascolta deve avere la possibilità di immedesimarsi e fare sua la canzone, al contrario se si è troppo chiari ed espliciti si potrebbe far perdere questo gioco di fantasticare e di dare una personale visione sulle note e parole che si ascoltano. Nell’arrangiamento del pezzo c’è ovviamente anche il lavoro e l’esperienza dei produttori Davide Lasala ed Andrea Fognini, che sono riusciti a tirarne fuori il meglio, senza cambiare il mio stile ed il sound che avevo in testa''.

Tutto viene poi enfatizzato dal video, nel quale le tue parole vengono accostate a figure chiave per capire la canzone tutta. Ci spieghi meglio? ''Sì, esatto. Le parole si accostano molto bene alle immagini del video ed è tutto merito di chi lo ha realizzato. Ogni gesto, soggetto e posto sono fondamentali per capire il nesso che c’è tra parole e immagini. Roberta Stifini ha scritto e diretto questo videoclip insieme alla sua troupe, le ho lasciato carta bianca, ci conosciamo da tantissimi anni ma è il primo lavoro che facciamo insieme, ci lega una grande amicizia. Ho scelto di non partecipare come attore o comparsa nel video, ma è come se fossi presente perché la ragazzina (Giulia) è mia figlia. Volevo dare quel senso di libertà ed innocenza che si intravede nei gesti di un adolescente e lei mi ha stupito, è stata molto brava. E’ l'unica idea che ho dato a Roberta sulla sceneggiatura del video''.

Parliamo un po’ di te. Ti ricordi come e quando ti sei avvicinato alla musica? ''Mi ricordo molto bene quando, ma il come mi sfugge. Ancora oggi cerco di capire qual’è stata la molla che ha fatto scattare in me questo desiderio di avvicinarmi alla musica. Non ho ancora trovato risposta. Avevo 12 anni, praticavo judo ed un giorno dissi a mio padre che volevo lasciare la palestra per andare a prendere lezioni di chitarra. Da lì iniziò tutto, la musica mi ha travolto, mi ha cambiato la vita ed aiutato ad essere la persona che sono ora''.

Hai origini salentine ma ora vivi in Svizzera. Due terre a prima vista agli antipodi. Come si traduce questo nella tua musica? ''Sì, due terre diverse che mi hanno dato tanto. Ovviamente il posto in cui si nasce è sempre nel cuore, il desiderio di ritornare è li che bussa alla porta. La Svizzera la reputo ormai la mia seconda casa, mi trovo davvero bene. Sono quasi sei anni che vivo qui, mi sono ambientato fin da subito nonostante non parlassi la lingua francese. Mi ha cambiato, ho imparato a credere più in me stesso e a sfruttare al meglio le mie potenzialità. Tutto questo si riflette ovviamente anche nella mia parte artistica, ho le mie conferme quando ho davanti un pubblico nei concerti dal vivo''.

Sappiamo che “Rimarrai poesia” anticipa il tuo nuovo disco “La mia sola libertà”. Cosa puoi dirci di questo lavoro? ''Quest’ultimo non felice periodo che stiamo attraversando mi ha spronato a mettermi in gioco. Tre tracce presenti nell’album sono nate in questo lasso di tempo. Ho riflettuto molto e mi sono convinto che questo era il momento giusto per mettere insieme un po' di canzoni scritte in questi anni e scegliere quelle più significative. Avevo bisogno di una botta di vita tanto forte, per distogliere e proiettare la mia mente su altro, su quello che amo, la musica. “La Mia Sola Libertà” è un inno alla vita, alle passioni che ciascuno di noi ha. Nella maggior parte dei casi e nel mio specifico sono quelle che ci aiutano ad andare avanti nel vivere quotidiano, a non mollare, a non cadere nel buio più profondo''.