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27/04/2021   RIVIERE
  ''Credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra...''

Dopo l’esordio con “Quando parlano di te”, RIVIERE torna a lambire le derive emotive di tutti con “Come il lago”, il secondo singolo della penna ligure (seppur d’adozione) per Revubs Dischi/Artist First, fuori il 16.4.2021. Fatevi portare a fondo: la profondità è l’unica strada che porta alla luce.

Riviere, benvenuto su Music Map! Domanda d’esordio facile-difficilissima: come stai vivendo la pubblicazione di questo tuo singolo, il secondo, in prigionia pandemica? ''Ciao! Devo dire che la sto vivendo molto bene: sono felicissimo di avere l’occasione di poter rendere pubblici i miei brani in un momento come questo, è una fortuna e un privilegio che senza tutte le persone che mi sono state vicine e che mi seguono quotidianamente non sarebbe stato possibile avere. Ringrazio Revubs Dischi e il mio ufficio stampa, Worilla Press, di cuore''.

Riviere, l’acqua sembra avere un valore importante, nella tua poetica. Il mare, la riviera da una parte; il lago, dall’altra. Due elementi acquatici profondamente diversi, come traspare anche dalla tua canzone. È così? Dove stanno, per te, le diversità? ''Il brano vuole giocare proprio sulla contrapposizione tra i due elementi, il lago da una parte e la riviera, quindi il mare, dall’altra. Un periodo della mia vita è stato segnato in modo forte dall’ambiente lacustre e in quel paesaggio ho conservato e incasellato i ricordi riferiti a quel lasso di tempo. La diversità più grande sta nelle differenti emozioni e pensieri che i due ambienti mi suscitano: il mare e il lago sono entrambe potenti metafore di vita e io, per tanti motivi, preferisco di gran lunga la prima''.

Come nasce “Come il lago”, il tuo ultimo singolo? ''Il testo del brano nasce durante un viaggio in treno a gennaio 2020, prima che tutto questo incubo pandemico scoppiasse. Nella mia testa avrebbe dovuto essere una ballata abbastanza “folkeggiante”, con strumenti in prevalenza acustici. Sta di fatto che non ho più messo mano a quel testo fino ad agosto dello stesso anno in cui l’ho ritrovato e, con la chitarra in mano, è nata la melodia che ora è possibile ascoltare, la produzione ha poi fatto il resto''.

Nella parte finale, la produzione artistica cresce accompagnando l’incedere del mantra finale, che risucchia in un vero vortice. Con chi e come avete lavorato alla parte musicale? ''La parte finale è senza dubbio il momento del brano che mi emoziona di più. L’accompagnamento e il tema di chitarra erano all’inizio gli stessi che potete sentire ora, con la differenza che il brano aveva un intro più lunga a scapito di una sezione finale dimezzata. Dopo aver completato la demo con chitarre e voce, Daniele Cocchi (che ha curato anche la produzione del mio singolo d’esordio, “Quando parlano di te”) ha avuto l’idea vincente di invertire le durate fra le due parti estreme, elaborandone l’armonia e disegnando una linea di basso che per tutto il pezzo si incastra con il resto, come se anche lo strumento volesse cantare. Penso che questi due elementi siano stati la chiave per rendere “Come il lago” un pezzo così potente, a mio parere''.

Vetrina dei consigli: tre canzoni che raccontano chi è Riviere oggi. ''È un periodo che mi sento molto nostalgico: trovo che non sarei il Riviere di adesso senza gli ascolti che mi hanno segnato da ragazzino a livello sonoro. Uno di questi è “You Belong With Me” di Taylor Swift, che ora è possibile sentire finalmente nella “Taylor’s Version”. Un altro è la meravigliosa “Di che cosa parla veramente una canzone” dei Tre Allegri Ragazzi Morti, il quale è stato ai tempi una epifania devastante per me. Come ultimo cito “Overjoyed” di Stevie Wonder, una pietra miliare di un gigante che dovrebbe essere nelle playlist di chiunque''.

Salutaci con un mash-up di citazioni d’autori, per lasciarci “con poesia”! ''Vi lascio con due citazioni di due personalità enormi, che trovo molto vicine a me in questo periodo.
• “[…] credo che con la fratellanza non ci sarebbe povertà. E con la fratellanza non ci sarebbe nemmeno la guerra” (John Coltrane)
• “La Fantasia è una naturale attività umana, la quale certamente non distrugge e neppure reca offesa alla Ragione; né smussa l'appetito per la verità scientifica, di cui non ottunde la percezione. Al contrario: più acuta e chiara è la ragione e migliori fantasie produrrà” (J. R. R. Tolkien)