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11/05/2021   LORENZO POLIDORI
  ''Nella vita, come in una giostra, siamo continuamente di fronte a un inizio e una fine...''

''Carousel'' è l’album di debutto di Lorenzo Polidori rilasciato nel 2021 con l’etichetta discografica Fingerpicking.net, privilegiato da alcune featuring con artisti di fama mondiale del panorama della chitarra acustica. L’album racchiude 11 Tracce caratterizzate dall’inconfondibile sound della chitarra Fingerstyle. Le tecniche e i virtuosismi contenuti nei brani vengono sintetizzati da Lorenzo in uno stile fresco, fluido e originale riuscendo così a muoversi tra vari generi musicali.

Ciao! Partiamo dalle presentazioni: chi sei, da dove vieni, qual è il tuo tratto distintivo musicale? ''Ciao! Mi chiamo Lorenzo Polidori e sono un chitarrista fiorentino. suono la chitarra da quando avevo 8 anni e sono specializzato nella tecnica del “fingerpicking”''.

Come è nata la necessità di cominciare un tuo progetto musicale? ''Avevo vari brani nel cassetto e volevo dare una svolta alla mia carriera. Così ho deciso di pubblicare un album che raccogliesse tutta la mia musica che avevo scritto fino a quel momento''.

Si dice che sia inevitabile per un artista mettere parte di sé in ciò che crea. Quanto c’è di Lorenzo in “Carousel”? ''È proprio vero! Infatti ogni brano di questo album rappresenta ciascuno un piccolo momento della mia vita: nella vita, come in una giostra, siamo continuamente di fronte a un inizio e una fine, in un cerchio continuo che non finisce mai. In “Carousel” ho definito alcuni punti di questo cerchio: viaggi, sentimenti, amore per la musica''.

Ci sono dei chitarristi, in particolare, che ti hanno ispirato nel corso della tua formazione? ''Sono aperto all’influenza di vari generi musicali e ho quindi tratto elementi e ispirazione da brani anche diversi tra loro. Per quanto riguarda gli artisti che mi hanno maggiormente influenzato, i miei primi “maestri” sono stati senza dubbio Mark Knopfler (e il suo disco “Get Lucky”), Eric Clapton (e in particolare il suo album “Unplugged”) e J.J. Cale. Nel momento in cui mi sono avvicinato al fingerstyle, Tommy Emmanuel (e il suo disco “Little by little”), Cheat Atkins, Jerry Reed e Merle Travis sono diventati i miei punti di riferimento imprescindibili. Attualmente mi sto dedicando all’ascolto di brani jazz del passato (come, ad esempio, di Benny Goodman)''.

Stai già pensando ad un prossimo album? ''Sì, assolutamente, la voglia di pubblicare un secondo album c’è! Prossimamente uscirà un disco in collaborazione con un chitarrista italiano, ma non voglio svelarvi altro!''.