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08/06/2021   LUCA SAMMARTINO
  ''Ci sarà un motivo se Chuck Berry o De André si cantano ancora tutt'oggi?''

Luca Sammartino è un artista di Lodi, classe 1994. Si appassiona alla musica sin da bambino e la coltiva a vario titolo negli anni a seguire. Oggi è l’occasione per parlare anche del nuovo singolo “What a shame Mary Jane”.

Ciao Luca. Una militanza triennale con i Ragas e poi, nel 2017 l’inizio come solista con il brano “Blu”. Ci descrivi com’è andata in questi anni? ''Ciao e grazie per lo spazio e l’attenzione! Sono stati anni intensi: arrivare da un progetto come una band in cui credi molto e lavori per anni, ritrovarsi a piedi e senza più voglia di far musica, perdere un’amica e farne nascere un singolo benefico - ''Blu'', appunto - lavorandoci praticamente per un anno, poi la spinta per dar vita ufficialmente al progetto da solista, l’inizio del lavoro come ufficio stampa ed organizzatore eventi con 0371 Music… diciamo che mi sono tenuto occupato. Sono stati anni densi, fatti di alti e bassi, volati in un batter d’occhio. Forse ancora non mi sono preso il tempo giusto per fermarmi e realizzare quanto fatto: non è ancora il momento, c’è tanto da fare!''.

Un anno fa ti fai notare col singolo “Che sberla!”, che segna l’inizio del rapporto con la band I Fenomeni. Ce ne parli? ''Eravamo in pieno primo lockdown, arrivavo da due anni e mezzo in cui mi ero concentrato soprattutto sul lavoro da ufficio stampa e sul promuovere la musica di colleghi e colleghe, per i primi due mesi di quarantena non riuscivo a suonare a causa di un problema ai tendini. Ad un certo punto su Instagram ho detto “hey, ma se facessi un nuovo singolo?”. L’attenzione e l’interesse di chi mi segue mi ha davvero spinto a rimettermi in gioco! Così ne ho parlato con quelli che poi sono diventati “I Fenomeni”, i musicisti che mi accompagnano, ovvero l’inseparabile Marco “Fapo” Fapani, Christian Anfossi ed Andrea Cattarina e hanno sposato da subito la causa del rock ’n’ roll: ci siamo messi in smart working musicale, è nata ''Che Sberla!'' e da lì non ci siamo più fermati. Mi piace pensare che il mio sia un progetto solista che funziona come una band''.

Torni oggi col nuovo singolo “What a shame Mary Jane”, nel quale richiami l’attenzione su depressione e solitudine. Sono cose che hai provato oppure vissute sulla pelle di qualcuno a te caro? ''Entrambe le cose. Sono cose che si vivono e con cui si impara a convivere e ad accettarle, ed allo stesso tempo si vedono nelle persone care o in chi abbiamo intorno. A volte anche passeggiando tra la gente non sappiamo ciò che in realtà una persona che incrociamo sta passando realmente dentro di sé. Nel brano ho voluto scavare un po’ a fondo e parlarne perché pur vivendo nell’era della comunicazione spesso ci si ritrova soli e parlarne sembra ancora troppo un tabù: talvolta queste sensazioni arrivano senza che ce ne rendiamo conto, ci usano, sembra che tutto vada bene e ad un certo punto ci lasciano vuoti, nel “bel mezzo della festa” che forse alla fine era solo una nostra messinscena. Spero che parlarne in una canzone possa aiutare chi la ascolta a liberarsi da questi pesi così come scriverla ha aiutato me''.

Il sound del brano è alquanto dinamico e grintoso: un pop-punk in bilico tra Green Day e Punkreas. Hai scelto appositamente una musica d’urto per esorcizzare, in qualche modo, il “male oscuro” ed il buio che ne consegue? ''Innanzitutto grazie per l’accostamento a due band che mi accompagnano dalle scuole medie e che per me sono mostri sacri. Quello che sentite è esattamente il brano come è nato: non ho fatto particolari ragionamenti a livello di sound, come in ''Blu'' o ''Che Sberla!'' ad esempio. Questa volta ho lasciato che fosse lei a guidarmi ed è nata davvero in poco tempo, sia la musica che il testo. E’ la prima volta che mi succede scrivendo una canzone e l’ho preso come un segnale importante, tanto che anche lavorandoci con i Fenomeni il pezzo è rimasto molto simile alla prima demo: la strada era già ben delineata fin da subito e quando questo accade è una benedizione. Tanto ormai penso si sia capito: ci piacciono le chitarre importanti nel brani!''.

Nell’anno in corso, sei stato ospite di Red Ronnie nell’ambito di “We have a dream”. Sentimenti e ricordi di questa esperienza? ''E’ avvenuto tutto da un momento all’altro! Ero in studio con il buon Fapo di cui sopra, ricevo un messaggio dalla sua redattrice Roberta (grazie!) in cui mi diceva che Red aveva ascoltato il brano e che voleva ospitarmi in ''We have a dream'' la sera stessa. E’ stato molto bello ed emozionante: cerco sempre di restare umile, testa bassa e pedalare, e quando arrivano queste piccole soddisfazioni le prendo e le metto in saccoccia. Diciamo che quando uno che nella sua carriera ha intervistato i più grandi della musica dopo aver ascoltato un tuo brano dice “questi sono quei brani che se passati un paio di volte in radio diventerebbero delle hit”... un pacca sulla spalla te la dai eh, però me la sono “goduta” poco perché dal giorno successivo ero di nuovo all’opera per l’uscita di ''What a shame Mary Jane''!''.

Oltre ad essere cantautore e musicista, come dicevi sei a capo dell’ufficio stampa 0371 Music Press e content creator musicale. Cosa proponi con queste due ultime attività? ''Con 0371 Music Press mi occupo di promozione, consulenze ed organizzazione eventi, all’interno del quadro generale di 0371 Music fondato nel 2018 sempre con l’inseparabile Marco Fapani, in cui lui si occupa di produzione, grafica e videomaking. Ciò che faccio tutti i giorni come ufficio stampa è riassumibile in: faccio in modo che gli artisti ricevano pubblicazioni, interviste, recensioni e passaggi radio per dare massima risonanza alla loro musica. E’ un mondo in cui si combatte tutti i giorni, soprattutto se scegli di farlo a livello indipendente, perché si nuota in un oceano molto vasto in cui ci si scontra spesso con un sistema che ad un certo livello inizia ad essere chiuso. Fortunatamente è altrettanto ricco di persone, musicisti ed addetti ai lavori validi e professionali che danno spazio anche ai nuovi talenti (Max e Music Map ne sapete qualcosa? :) ). Come content creator mi diverto: faccio video, vlog e contenuti in cui racconto, per il mio progetto artistico, il viaggio di un musicista nel mondo della musica indipendente e per 0371 Music invece ciò che è il nostro lavoro, consigli per musicisti, tutorial… insomma, cerco di fare informazione sia per musicisti che per appassionati condividendo le mie esperienze''.

In fase di scrittura cosa ti prefiggi? Condivisione d’emozioni, il voler scuotere coscienze, far riflettere, divertire o cos’altro? ''Cerco innanzitutto di fare canzoni che mi piacciano e mi soddisfino, che può sembrare scontata come cosa ma non lo è affatto. Quando scrivo voglio condividere ciò che ho dentro e creare storie in cui ci si possa rivedere e si possano condividere emozioni: un po’ come gli artisti che ascolto che riescono sia a farmi divertire che a farmi riflettere. Arrivo dal punk per cui mi piace esprimere nei testi le cose così come stanno, senza troppi giri di parole, dritto al punto e scrivo sempre in funzione della canzone suonata dal vivo. Negli ultimi 10-15 anni penso che in Italia la musica sia stata resa usa e getta e svuotata dell’empatia e dell’aspetto emotivo e semiotico e per questo punto molto sulla condivisione, sul rapporto diretto con chi ascolta e sul fare “la pasta fatta a mano” in un mondo musicale che è diventato un “all you can eat” dove veniamo ingozzati di cose da un momento all’altro. Sono un amante della musica “old school” di cui secondo me si sono persi di vista i valori che contribuiscono a renderla immortale (ci sarà un motivo se Chuck Berry o De André si cantano tutt’oggi mentre la musica di adesso resta per due o tre mesi al massimo…). Per questo mi piace inserire molte citazioni nei testi e nel sound e rimandi ad artisti ed immagini che accompagnano la mia vita: un po’ come gli antichi storici citavano le fonti…''.

Bolle in pentola l’uscita di un nuovo e.p.: ci anticipi qualcosa del suo contenuto? E’ ipotizzabile il tuo ritorno sul palco? ''Per il ritorno sul palco ci sto già lavorando: purtroppo viviamo un periodo dove fare progetti riguardo ai concerti è complicato ma sto facendo di tutto per tornare sul palco perché manca come l’aria. L’EP si chiamerà ''Frugo Nel Frigo''. Il filo conduttore sarà la musica, “la pasta fatta a mano” di cui sopra, e ciò che ruota intorno ad essa: denuncia sulla situazione musicale attuale e su chi si approfitta dei sogni dei musicisti per il solo fine del denaro, un inno agli artisti indipendenti, il rapporto con la musica e con il sogno di farne una ragione di vita fin da ragazzo, il rapporto con i momenti difficili che ne conseguono (''What a shame Mary Jane'' appunto)… non dico di più per scaramanzia. Sicuramente non mancheranno le chitarre importanti, il basso per farvi ballare e la batteria bella dritta sul naso. Stay tuned for more rock ’n’ roll. :)''.

Augurando ottime prospettive, salutiamo Luca Sammartino con l’auspicio che il suo singolo possa infondere tanto coraggio e riflessione. (Max Casali)