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18/10/2013   CECILIA QUADRENNI
  'La musica nasce già con l'essere umano...'

E' sempre un piacere per me intervistare nuovi talenti; primo perché ho l'animo da talent scout (modestia a parte), secondo (ma è la motivazione piu' importante) perché amo mettere in luce i giovani talenti che pullulano in questa nostra bistrattata Italia. Oggi ho avuto il piacere di intervistare una giovane cantante toscana (precisamente originaria di Arezzo, patria di Mecenate, Michelangelo, Giorgio Vasari, just to name a few) dalla voce grintosa e dalla forte personalità: Cecilia Quadrenni. L'artista ci parlerà del suo nuovo EP "To Summer" e del singolo "It's just rain". Quindi, supportiamo tutti la musica, soprattutto se si tratta di buona musica! Ciao Cecilia,vorrei iniziare questa intervista parlando dei tuoi inizi in quel di Arezzo: quando ti sei avvicinata alla musica e hai iniziato a coltivare la passione per la scrittura? ''Posso dire che la passione per la musica è nata insieme a me, e non ho vissuto un ambiente particolarmente stimolante, anche se col passare del tempo ho cercato sempre occasioni per poter vivere la musica e poterla apprendere in tutte le sue forme. Penso che la musica sia il linguaggio universale che mette d'accordo tutti e che nasca già con l'essere umano''. Leggendo la tua biografia traspare un amore sconfinato per l'arte in generale: hai studiato violino, ma hai anche seguito corsi anche di mimo e recitazione (a mio parere importantissimi per chi vuole affrontare il palco con grinta). Secondo te quanto è importante per un artista sapersi muovere nello spazio con il proprio corpo, avere una certa gestualità e dare forza a cio' che canta? ''Non credo che la gestualità sia così importante di per sé, soprattutto se è ricercata e non sentita. Studiare mimo e recitazione mi ha aiutato per poter "ascoltare" il mio corpo, quindi per vivere la musica a 360 gradi. Questo non sempre si traduce in gestualità evidenti ma si può intravedere anche in uno sguardo. Credo che queste forme di arte mi abbiano aiutato ad essere me stessa e sentire ciò che canto. Poi questa cosa, come dicevo, si può tradurre in tantissimi modi''. Hai viaggiato molto: esperienze come questa possono aiutare un artista a comporre i propri testi? Mi chiedo spesso: ma un cantante compone meglio quando è felice o quando è malinconico? La cosidetta "hit" quando arriva, nella disperazione o nella felicità piu' sfrenata? ''Per quanto mi riguarda compongo meglio con la malinconia, ma non è una legge. A volte l'ispirazione arriva anche da stati d'animo sereni ed evasivi, come ad esempio durante un viaggio, momento in cui metti a freno la razionalità ed inevitabilmente arriva la parte creativa. Per la hit, spero di poterti rispondere presto...''. E arriviamo finalmente al tuo nuovo EP "To summer", uscito a giugno 2013. Come definiresti questo disco? E soprattutto che differenze trovi rispetto al tuo primo EP, uscito nel 2011, "Molto personale"? C'è una sorta di continuità tra i due lavori, oppure hai voluto imprimere un deciso cambio di rotta? Possiamo definire "To summer" un disco più maturo? ''Non posso dire che "To summer" sia un lavoro più maturo, poichè aveva le sue basi già da prima di "Molto personale". In realtà ho deciso di iniziare con un ep di cover in seguito al viaggio a Londra, visto che il pubblico aveva apprezzato molto questi miei rifacimenti in versione acustica. Ho voluto e sto cercando di dare un assaggio di me stessa come artista a piccole dosi, prima con le cover e adesso come autrice. Prima mi sono messa a nudo usando solo la chitarra come accompagnamento, adesso sono a nudo come autrice e questo richiede comunque molto coraggio''. Il singolo estratto da "To Summer" si intitola "It's just rain". So che ti è stato ispirato durante un viaggio a Londra. Me ne vuoi parlare? Sarò assolutamente di parte, ma trovo Londra una città estremamente creativa, sei d'accordo con me? ''Di Londra amo la sensazione di essere al centro del mondo. Se sta accadendo qualcosa, sicuramente sta succedendo lì e tu ci sei. Però per uno spirito malinconico come il mio, il cielo grigio e l'assenza di sole non giocano un ruolo felice. Ecco, durante quel tour, dove tutto stava accadendo, in realtà ho sentito un po' di solitudine. Volevo scrivere un inedito proprio per questo viaggio ed ecco che ''It's just rain'' ha preso forma definitiva anche con il testo. La pioggia, sempre presente, poteva anche nascondere quella nostalgia che mi stava un po' salendo, e mi sono accorta di come anche questa forma della natura possa venirti incontro e proteggerti per non mostrare le proprie debolezze''. Mi ha colpito una affermazione che ho letto sulla tua biografia: "la lingua diventa strumento musicale della canzone". Ti viene piu' naturale comporre in inglese anzichè nella tua lingua madre? ''Per me il testo di una canzone rende troppo terreno qualcosa che, di per sé, non lo è... Mi spiego meglio: ogni volta che vogliamo dare un significato ad una canzone, dobbiamo sacrificare la musica. Questo per quanto riguarda il mio modo di vivere la musica, ovviamente ci sono le nobili eccezioni, in cui il significato del testo si sposa a pennello con la musica rendendola altrettanto divina (mi riferisco, per esempio, a "La Cura" di Franco Battiato). Detto questo, il suono del testo per me ha lo stesso valore di un suono dell'arrangiamento, e per questo scelgo la lingua in base al sound e all'atmosfera che nella mia mente ha quel brano. L'inglese in questo caso era la lingua perfetta, sia per l'intenzione dei brani, sia per coerenza con l'esperienza britannica di questi ultimi anni''. Domanda di prassi: quali sono le tue influenze musicali e i tuoi artisti di riferimento? (lo sai che da questa domanda non si scappa!). ''A dire il vero non ne ho molti, perché, come mi piace affermare spesso, vivo la musica a colpi di fulmini. Può emozionarmi un brano di Rossini come uno dei cartoni animati. Vario notevolmente a seconda delle emozioni. Posso però citarti un nome di un'artista britannica che adoro, Dido''. Cecilia e la moda. Devi sapere che tra le mie passioni c'è anche la moda (sono una stylist), quindi mi viene da chiederti che rapporto hai con il mondo del fashion. Pensi che il look sia importante per un artista, soprattutto quando si esibisce on stage? ''Non mi piace molto quello che è di moda e che deve piacere per forza, se una cosa mi sta bene e va anche di moda bene, altrimenti desisto! Per mia naturale indole è difficile togliermi i jeans e la maglietta, ma forse anche il 'non-look' parla di un'artista... Forse è la mia ricerca della sostanza e dell'essenzialità che mi allontana un po' dal mondo della moda. A volte l'apparire a tutti i costi fa perdere di vista la sostanza. Detto questo, ti chiederò qualche consiglio...''. Cecilia e i progetti futuri. Cosa bolle in pentola? Ci sarà un tour invernale per promuovere l'EP, oppure ti chiuderai in studio a comporre nuovi pezzi? ''Sto già facendo ambedue le cose, compatibilmente con gli impegni di promozione che, fortunatamente, sono maggiori di quanto mi aspettassi... Grazie per la bella intervista!''. Grazie mille a te, e mucha suerte per la tua carriera! (Veronica de Lorenzo)