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24/07/2021   KEEMOSABE
  ''Vogliamo musica che faccia sempre muovere la testa...''

''HEY BROTHER'' è il vostro nuovo singolo. Perché avete scelto una carriera in cui cantate in inglese? ''È sempre stata una scelta naturale per noi, siamo cresciuti musicalmente ascoltando sin dall’infanzia Rock, Blues e Funk di tradizione USA e UK, ed inoltre abbiamo vissuto diversi anni suonando tra New York e Londra. Proprio in quest’ultima è nato il progetto Keemosabe, perciò nonostante il nostro ritorno in patria abbiamo deciso di rimanere fedeli alla nostra scelta originaria ed il nostro sogno è proprio quello di riuscire a superare i confini nazionali con la nostra musica''.

Quale è il palco dei sogni su cui vorreste suonare e cantare la vostra musica? ''Per noi il live è come l’ossigeno, non riusciremmo davvero a vivere senza. Ci siamo sempre posti grandissimi obiettivi proprio perché il nostro motto è quello di superarci ad ogni nuovo progetto che iniziamo. Egoisticamente, quando saremo dei simpatici vecchietti, ci piacerebbe poter dire di aver suonato in venue leggendarie come il Madison Square Garden o il Troubadour di Los Angeles, ma la verità è che per noi uno stadio o un circolo con un pubblico di 5 persone sono esattamente la stessa cosa, l’importante è la connessione che si riesce a creare con le persone nella stessa stanza e l’esperienza indimenticabile che si può far vivere al pubblico grazie al potere della musica suonata''.

Come avete conosciuto Stefan De Vrij? É più bravo a suonare il piano o a giocare a calcio? ''Un amico in comune ci ha presentati casualmente e siamo subito entrati in sintonia parlando di musica. Siamo sempre stati alla ricerca di collaborazioni inaspettate tra mondi apparentemente distanti, quindi gli abbiamo proposto di scrivere un brano insieme che parlasse di fratellanza e rappresentasse un‘unione tra calcio e musica. Lui ha accettato immediatamente e dopo pochi giorni eravamo già in studio a suonare ''Hey Brother''! Naturalmente stiamo parlando di uno dei più forti calciatori al mondo che suona il pianoforte solo da un anno, ma vi possiamo assicurare che Stefan mette esattamente la stessa attitudine e concentrazione sul campo di gioco così come in studio di registrazione. Se continua così, ha davvero una carriera assicurata come musicista''.

A chi vi siete ispirati nella scrittura dei vostri brani? ''Siamo cresciuti ascoltando grandi leggende come Jeff Buckley, David Bowie, Led Zeppelin, Wilson Pickett, ma siamo anche grandissimi fan di band attuali come Royal Blood, Django Django, Eagles of Death Metal. Nei nostri nuovi brani in uscita nei prossimi mesi stiamo proprio cercando di fondere le nostre influenze più Rock insieme all’elettronica di progetti che ci ispirano molto come Purple Disco Machine, Justice, HVOB''.

Se doveste riassumere la vostra musica in tre parole, quali scegliereste e perché? ''Innanzitutto “Groove” perché è la base di ogni nostra composizione. Vogliamo musica che faccia sempre muovere la testa. In secondo luogo “Multiforme”, perché non ci piace mai assomigliare a noi stessi e vogliamo guardarci indietro tra 20 anni e aver costruito un catalogo di musica molto eterogenea. Infine “fratellanza”, perché è alla base del nostro pensiero: vogliamo sentirci una cosa sola con noi stessi ed i nostri collaboratori, crediamo davvero che l’unione fa la forza e permette di creare qualcosa di altrimenti irrealizzabile''.