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19/08/2021   VASCO BARBIERI
  ''Sono un uditore di questa divina commedia che è la vita e voglio suonarla...''

Dal 16 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “HEY” (Maqueta Records), brano di VASCO BARBIERI già presente su tutte le piattaforme di streaming. “HEY” è un pezzo pop rock nato come reazione a una fase di sconforto personale di VASCO BARBIERI. Può essere, quindi, considerato un incitamento musicale a lasciarsi andare, a lanciarsi nell’imprevedibilità della vita tornando ad avere come centro sé stessi nella propria improbabilità. È un grido alla ribalta, come in Highlander, alla carica, un invito a godersi il viaggio della vita a prescindere da dove ti porti. Parola d’ordine: libertà.

Hai voglia di raccontarci un po’ chi sei? ''Ciao! Sono Vasco Barbieri oggi e all’anagrafe, ma ci ho messo anni ad ammetterlo e prima usavo un altro nome: Vasco Bolasco… era il cognome della mia bisnonna, persona a cui ero molto legato. La differenza sostanziale fra Bolasco e Barbieri è che, mentre il primo viveva sostanzialmente il presente e improvvisava (era un’artista in senso più dionisiaco), Barbieri invece ha un passato, è una storia, un karma con una sua direzione, è una versione più apollinea che tende all’armonia e a compiere ciò che inizia. In entrambi i casi mi considero comunque soltanto un canale, ovvero, finché ho preteso di essere me stesso, ho continuato a ballare in astratto, quando invece mi sono arreso a me stesso, ho finalmente messo la mente da parte fidandomi di ciò che sono. Oggi il mio compito è lasciarmi esprimere, quindi sfrutto la mente per custodire quel che sono, mentre l’emozione la sprigiono al pianoforte e sul palco. Sono un ascoltatore, un uditore di questa divina commedia che è la vita e voglio suonarla''.

Come è nata l’ispirazione per il tuo ultimo singolo? ''Questa canzone è scaturita da una fase della mia vita in cui avevo toccato il fondo, avevo perso le speranze smettendo di credere in me stesso: mi trascinavo da un locale all’altro suonando su pianoforti scordati al prezzo di un drink. Un pomeriggio avevo dato appuntamento a un mio amico chitarrista perché avevo voglia di jammare un po’ e volevo fargli sentire qualche mio lavoro, sebbene nulla mi convincesse. Quindi, mentre ero ad occhi chiusi davanti alla mia tastiera cercando di centrarmi e trovare l’energia, spontaneamente le mie dita hanno iniziato a muoversi sulla melodia della canzone ed insieme sono apparsi i simboli del testo: l’uccello libero che resiste e continua nonostante tutto, lasciando le avversità alle spalle per arrivare sempre più in alto. L’ispirazione di questa canzone si è manifestata in un respiro profondo che mi ha fatto percepire un senso di appartenenza e di fiducia, portandomi a scegliere di dare un svolta radicale alla mia vita: Hey!''.

Che cosa ascolti quando non sei impegnato nella creazione di un nuovo pezzo? ''La natura, i grilli, il mare, gli uccelli, i sogni della gente. Desidero lasciarmi accarezzare dalla vita: da un po’ di tempo ho ricominciato a suonare Bach e, perciò, ad ascoltare la musica barocca. Ieri sera ho scoperto di avere una passione anche per l’HipHop. I mie ascolti variano molto e penso che per scrivere musica sia importante aver ascoltato molto''.

Che cosa possiamo aspettarci dal futuro di Vasco Barbieri? ''Era piuttosto imprevedibile, ieri, che diventassi l’uomo che sono oggi, chissà chi sarò domani! Tante mie ricerche si stanno compiendo ed altre ancora se ne sono compiute. Personalmente sono soddisfatto, sono diventato il Vasco a cui ambivo nel primo album e questo nuovo uomo sta scegliendo di creare invece di cambiare sé stesso. Sto lavorando su un album in italiano, ho cominciato ad approfondire lo studio della composizione e mi piacerebbe tornare a occuparmi di Musicoterapia. Oggi ho bisogno di consistenza, voglio mordere la vita!''.