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23/09/2021   MCKENZIE
  ''Non siamo qui per dare risposte, ma per dare la nostra visione del mondo...''

Dal 10 settembre è disponibile in rotazione radiofonica “VARENNE”, brano estratto da “ZOOLOFT” (Blackcandy Produzioni/Believe), nuovo album dei MCKENZIE già presente su tutte le piattaforme di streaming. Un battito di mani per simboleggiare il trotto, una batteria percussiva per ricordare il galoppo e i violini di Nicola Manzan per simboleggiare la tensione di una vita travagliata com’è stata quella del campione Varenne - a cui deve il titolo questa canzone dei McKenzie -, com’è quella di tanti uomini e tante donne considerati già dei perdenti dalla nostra società occidentale. Persone, individui, esseri umani che vagano da un “padrone” a un altro nella speranza di trovare l’occasione giusta, il riscatto da una vita dal sapore amaro che non hanno scelto. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la band.

Qual è il vostro posto nella scena italiana musicale? ''È una domanda che ci facciamo spesso, non al fine di studiare il nostro “piazzamento sul mercato” (quello, al massimo, spetta ad altri) ma con l’intenzione di scavare a fondo del nostro progetto. Sicuramente con questo disco, ''Zooloft'', abbiamo capito qualcosa in più, e senza dubbio una delle risposte è da ritrovare nella nostra etica politica e morale. La musica serve ad ampliare determinati messaggi, a stimolare il confronto sociale, a denunciare quando necessario e a fare comunità. Non siamo qui per dare risposte e sentirci degli esempi da seguire, siamo qui per dare la nostra visione del mondo e in questo disco ci sono alcuni scatti dal nostro “satellite”''.

Avete già avuto modo di esibirvi dal vivo da quando è nuovamente possibile? ''Siamo riusciti ad organizzare poche ma importanti date tra agosto e settembre: una al Color Fest, due bellissime con i Marlene Kuntz a Roma e Milano, e abbiamo anche sperimentato la versione acustica per l’Indian Summer Camp di Ragusa''.

Com’è andata? ''Sono andate tutte molto bene, ognuna per un motivo diverso. Inutile dire che le due con i Marlene Kuntz sono state incredibili, per la bellezza dei posti in cui abbiamo suonato - Auditorium Parco della Musica e Circolo Magnolia - e per la possibilità che abbiamo avuto. Sono state anche due date che hanno spezzato una piccola “maledizione” che ci seguiva da un paio d’anni. Nella date di Ragusa, invece, abbiamo sperimentato per la prima volta dando una veste acustica ai nostri brani, sia di ''Zooloft'' che di ''Falena'', il disco precedente, suonandoli con sole due chitarre riducendo proprio all’osso la parte di composizione: abbiamo capito che alcuni brani funzionano anche in quel modo, e con un pubblico attento com’è stato quello dell’Indian Camp è una strada in più che possiamo percorrere. Chissà, magari faremo qualche altra data anche in questa veste''.

Quali sono i tre brani che sono stati fondamentali per la vostra formazione, che vi mettono tutti d’accordo? ''Sicuramente ''Just Another Victim'' degli Helmet, ''Vita'' del Colle Der Fomento e ''Jesus Christ Pose'' dei Soundgarden''.

Di cosa parla Varenne, il vostro ultimo singolo? ''Abbiamo utilizzato la sua storia per raccontare le difficoltà che tante persone di una certa parte del mondo devono affrontare. Varenne ha avuto un percorso parecchio travagliato che lo ha portato poi ad essere il campione che tutti conosciamo. È la stessa sorte che tocca a tanti uomini e tante donne considerati già dei perdenti dalla nostra società occidentale. Persone, individui, esseri umani che vagano da un “padrone” ad un altro nella speranza di trovare l’occasione giusta, il riscatto da una vita dal sapore amaro che non hanno scelto. Ogni canzone in ''Zooloft'' ha nel titolo il nome di un animale per rappresentare una condizione specifica umana o storie di donne e uomini''.

Cosa prevede il vostro futuro? ''Stiamo lavorando per far uscire il disco in formato fisico, probabilmente uscirà un video prima della fine del 2021 e stiamo progettando delle versioni diverse di alcuni brani, non è detto ci piaceranno ma ci proviamo. Per quanto riguarda l’aspetto live, beh, noi siamo pronti, bisogna chiedere ai piani più alti per capire come stanno messi''.