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28/09/2021   PAMELA GUGLIELMETTI
  ''Cosa si può scorgere oltre il buio, scostando il velo di una realtà acquisita...''

Ciao Pamela, il 22 Ottobre uscirà il tuo nuovo disco “Cammino Controvento”, raccontaci un po’ di questa nuova uscita, di cosa parla e di come è nato. ''Per prima cosa ringrazio la vostra redazione per lo spazio dedicatomi. Sì, il nuovo album è di prossima uscita, finalmente. Inizialmente si era pensato di pubblicarlo a giugno e sfruttare i mesi estivi per le esibizioni live. Ragionandoci, però, abbiamo ritenuto si trattasse di un lavoro poco adatto alle atmosfere estive. Questo disco richiede attenzione, ascolto profondo e si addice al momento in cui ci si inizia a riappropriare di “spazi interni”, intimi, domestici e personali. È indubbiamente una scelta rischiosa, vista la situazione che musica e cultura hanno vissuto negli ultimi autunni. Questo lavoro non era nei miei progetti. È stato un susseguirsi di eventi, sincronicità, incontri, a creare le condizioni perché nascesse questo nuovo “figlio”. Nel 2020 avevo appena pubblicato il secondo album “Frammenti”. Un album sfortunato, interrotto a metà dal primo lockdown e ripreso con molta fatica. Non ero riuscita ad ottenere ciò che desideravo, è stato concluso tra mille difficoltà e non c’è stata la possibilità di pensare ad un buon lancio promozionale. La vita mi ha poi fatto incontrare persone che hanno creduto in me, nel mio lavoro, nella mia passione, persone che mi hanno capita davvero nel profondo. Questo ha creato una sorta di magia. Inizialmente si era pensato di dare nuova veste ad uno dei brani a cui sono più affezionata “Il Tempo non esiste”, che a mio sentire non aveva ancora una resa strumentale soddisfacente, per quello che comunicava il testo. Una volta raggiunto il risultato sperato, mi sono convinta che valesse la pena scrivere pezzi nuovi da potere curare e “vestire” delle stesse tonalità. È come se in questo disco io abbia avuto la possibilità di racchiudere tutta la mia essenza artistica maturata negli anni come autrice, interprete ma anche attrice. Per tale motivo, questo album ha una importanza immensa per me, come artista e donna. Se devo, in breve, racchiudere il senso dell’album, posso dire che, tramite passi estremamente coraggiosi, rivela una scelta di vita, per la vita. ''Cammino controvento'' attraversa terreni paludosi con occhi nuovi e mostra cosa si può scorgere oltre il buio, scostando il velo di una realtà "acquisita", alla ricerca della propria verità''.

Questo tuo nuovo disco nasce durante la pandemia di Covid19… Descrive in qualche modo la situazione che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo? ''Sì, purtroppo anche questo lavoro è nato in pieno fermento, come il precedente. La differenza l’ha fatta la maturazione, e la volontà comune di riuscire a portare a termine un progetto importante e farlo nel modo migliore possibile. Abbiamo fatto di tutto per superare blocchi, chiusure, restrizioni, surfando tra gli ostacoli ma senza fermarci. Non è un lavoro che vuole sviscerare i disagi portati dalla pandemia. È un viaggio attraverso le parti scomode e buie di una umanità che ha perso una direzione da anni. Quello che la pandemia ha reso palese, non è che un malessere e un disamore per la vita, latente e compresso da tempo. Per me è stato il processo inverso, la pandemia mi ha portata a stare molto in osservazione. Se vogliamo trovare un filo conduttore tra i vari brani, è la ricerca della propria verità, dimenticata e obnubilata da decenni di omologazione, anestetizzazione emotiva, frammentazione sociale. Questa ricerca comprende anche l’accorgersi che la vita è una risorsa inestimabile, un bene unico da riscoprire''.

Come mai il titolo “Cammino controvento”? ''Un mio caro amico, fotografo e giornalista musicale, in un articolo di qualche anno fa pubblicato sul magazine Mat2020, aveva parlato di me come una donna-artista costantemente in cammino controvento, nel tentativo di scartare i sassi acuminati che ogni giorno le si ponevano davanti, di superare senza danni quegli scogli che frantumano l’acqua di mare. Si riferiva al mio essere fedele a me stessa, e al mio fare scelte solo coerenti con la mia verità, senza compromessi, prendendo le strade più tortuose, nella vita artistica come in quella personale. Ho sentito che ben mi rappresentasse quella visione. Non ho mai scelto strade facili, non ho mai scelto percorsi semplici per “piacere”a tutti i costi. Ho sempre viaggiato seguendo una mia interiorità anche se, spesso, ha significato muoversi in direzione “ostinata e contraria”, direbbe il buon De André''.

Se potessi descrivere questo tuo disco con 3 parole o aggettivi, quali sceglieresti e perché? ''Domanda molto difficile. Ci provo.
• Alchemico: è sicuramente un lavoro che parla di “trasformazione”, di “cambio stato”. In un certo senso è un viaggio per alchimisti. Credo che, se ascoltato attentamente nelle sonorità e nelle parole, possa aprire delle porte, piccole o grandi che siano non ha importanza.
• Vitale: come già accennavo, è una celebrazione della vita riscoperta nelle più piccole sfumature. Un “memento” quasi sacro che susurra il ricordo di quello che si è dimenticato negli anni, speso inconsapevolmente, spesso per compromesso.
• Bellezza: una condizione da ricercare sempre, come lo sono la poesia, l’amore, in qualsiasi situazione, anche difficile. Attenzione, non ci si trova di fronte a canzoni stucchevoli e melense, tutt’altro. In alcuni pezzi le parole sono molto incisive e non risparmiano aspetti scomodi. Ma gli occhi sono sempre rivolti verso il sole''.

Per Pamela Guglielmetti nasce prima il testo o la musica? ''Rigorosamente il testo. I miei pezzi hanno testi molto densi. Nasce prima il racconto, quello che desidero comunicare. Il testo per me ha una importanza fondamentale. Armonie e melodie nascono successivamente in base a come quel testo risuona interiormente. Musica e parole sono inscindibili perché si fondono e la musica diventa parte integrante del racconto arricchendolo di senso''.

Sei un’artista completa, non solo musicista ma anche attrice, danzatrice e scrittrice… c’è tra questi linguaggi, uno che ti risulta più facile, spontaneo e completo? ''In realtà tutti fanno parte di me e coesistono. Ho dovuto abbandonare la danza a causa di un problema di salute, e senza questa battuta d’arresto non sarei approdata al teatro, alla scrittura e poi alla musica. Oggi tutte queste forme coesistono armonicamente. In un certo senso coesistono anche in questo album, se lo si ascolta lo si coglie, come coesistono anche nelle esibizioni live''.

I live pian piano ripartono… hai date in programma? quali sono i tuoi progetti futuri? ''Per le date attualmente stiamo valutando. In realtà i live non sono ripartiti come sarebbe stato auspicabile accadesse e le nuove disposizioni non fanno che rendere tutto ancora più complesso. Io per ora ho una unica certezza, quella di avere tante cose da comunicare e donare. In questo momento si naviga a vista. Intanto mi dedico alla promozione e diffusione di questo album, augurandomi di poterlo “raccontare” di fronte ad occhi e cuori reali. Questa è la cosa principale. Ci sono anche altre collaborazioni in cantiere che ripercorrono la dimensione teatrale e altri progetti più alternativi. In questi due anni non mi sono mai fermata, ho creato tante cose nuove. Il mio più grande desiderio è che possano finalmente vedere la luce di un nuovo giorno ed io con loro, e noi tutti''.