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14/10/2021   DEX PASCAL
  ''Indossare delle maschere, alla lunga, ci fa vivere una vita che non ci appartiene...''

Fabio Aiello, in arte Dex Pascal, è un cantautore originario di Partanna (TP). Si approccia alla musica fin da bambino per poi, a 17 anni, dedicarsi alla chitarra ed allo scrivere canzoni. Ispirato inizialmente dall’ondata grunge, nel 2012 inizia a dare vita al suo attuale percorso come cantautore folk-pop. Dal marzo 2021 torna con i singoli, prodotti insieme a Silvio Mauro, “Libera la libertà”, “Al di là di ogni singolo volto” e “La vita che non è”.

Ciao Fabio. L’anno prossimo taglierai il traguardo dei 10 anni di carriera solista. Che bilancio fai di questa decade? ''Se guardo la strada fatta in questi anni, posso solo dire che ho fatto la cosa giusta. Faccio musica, scrivo e canto emozioni e mi diverto''.

Dapprima ispirato dall’ondata grunge, hai in carnet esperienze live, con quali bands le hai maturate? ''Tutto ha avuto inizio con i “Blackout”, band in cui il frontman era mio fratelllo. Poi ho avuto altre esperienze ottenendo dei buoni consensi''.

Poi, è arrivata la svolta folk-pop cantautorale, culminata (nel 2019) col primo brano “Via dalla città”, ed oggi arriva il nuovo singolo “La vita che non è”. Perché questo titolo? ''Perché quello che cerco di comunicare col brano è che apparire diversi da quello che siamo e indossare delle maschere, alla lunga ci fa vivere una vita che non ci appartiene, e quindi la vita che non è…''.

La società impone più l’apparire che l’essere sé stessi. Seconde te, come si potrebbero ri-destare le coscienze per fargli capire che parte dell’agire è calamitato dal conformismo? ''Bisognerebbe far capire che va bene avere dei modelli da seguire, persone più o meno importanti a cui ispirarsi, ma che è totalmente sbagliato emularli fino al punto di annullare sé stessi. Ognuno nel bene e nel male dovrebbe scegliere con la propria testa, anche sbagliando (e io ne ho prese di cantonate). Fino a quando c’è chi sceglie per noi il colore dei calzini da indossare la vedo dura''.

Finora, hai rilasciato solo singoli. A quando l’uscita di un album? Presto o bisognerà aspettare ancora un po’? ''Al momento stiamo finendo di produrre gli ultimi brani dell’album, presto uscirà l’intero album ma ancora non ho una data certa''.

S’intuisce che nei tuoi testi ambisci a trasmettere emozioni. Cosa pensi sia necessario per arrivare a toccare il cuore di chi ascolta? ''Tutti siamo accomunati dalle stesse emozioni, e tutti dalla musica estrapoliamo emozioni per farle nostre, anche quando chi l’ha scritta magari intendeva l’esatto opposto''.

Non disdegni nemmeno di inserire spunti di riflessione sulla società odierna. Cos’è che ti fa più soffrire tra le storture della modernità? ''La cosa che più mi fa arrabbiare è che siamo sempre pronti a puntare il dito contro chiunque, stiamo sempre lì a cercare l’errore per poter insultare ed elevarci a migliori rispetto a chi abbiamo davanti. Pensiamo di essere più colti e più preparati degli altri, di avere sempre ragione e di essere sempre all’altezza della situazione, ma in realtà non è così. Come dico sempre, dovremmo un attimo fermarci ad osservare la realtà che ci circonda invece di lasciarla sfuggire così velocemente tra un tiktok e un altro''.

C’è sempre autenticità nell’essere anticonformisti, oppure (talvolta) si cade nell’illusione di essere spontanei e veri, senza rendersene conto solo per risultare “cool”? Ci sono dei Live all’orizzonte? ''Se uno deve essere anticonformista a tutti i costi, allora cade nell’illusione di esserlo. Oggi essere anticonformista, per certi aspetti, è di moda ed è cool. Molti pensano che per essere anticonformisti basti farsi un tatuaggio in faccia. Io per esempio, non ho mai cercato di essere anticonformista ma mi limito a scegliere con la mia testa. Questo può portarmi ad essere anticonformista in alcune situazioni e super conformista e tradizionalista in altre. Al momento coi live sono fermo. Però se guardo bene all’orizzonte dovrei cominciare a vedere qualcosa''.

Augurando ottime prospettive professionali, salutiamo Dex Pascal. (Max Casali)