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09/01/2014   MASSIMO PRIVIERO
  'I tempi corrotti e quasi morti che viviamo...'

E' stato piu' volte definito la risposta italiana a Bruce Springsteen. E se fosse nato negli States avrebbe sicuramente dato del filo da torcere al grande Boss. Sto parlando di Massimo Priviero, cantore dall'animo romantico e dal grintoso graffio rock, che da qualche mese ha pubblicato il suo nuovo album "Ali di libertà", un cd ricco di brani meravigliosi, accolto positivamente da pubblico e critica. Ho voluto tracciare con lui un bilancio della sua longeva carriera (nel 2013 ha infatti celebrato 25 anni di onorata attività) e parlare di progetti e novità per il futuro, ovviamente con un leit motiv in testa: ''Nessuna resa mai!''. Vorrei iniziare questa intervista parlando del tuo ultimo cd, intitolato "Ali di Libertà". 12 pezzi inediti che rappresentano un messaggio di forza e speranza, uniti da un fil rouge dato dal tuo eccelso linguaggio autorale. Come è nato questo cd, cosa rappresenta per te e soprattutto: come si puo' rimanere positivi (e propositivi) in questa società odierna,in cui tutto va a rotoli? Dove nasce la tua forza? ''"Ali di Libertà" è probabilmente il mio album più autobiografico. Allo stesso modo nasce dal desiderio di condividere un modo di far musica che è anche un modo di stare al mondo. La forza che ci puoi trovare viene dalla consapevolezza di essere comunque assai vivi e, in qualche modo, rappresenta un tentativo di ribadire questo concetto ben in faccia ai tempi corrotti e quasi morti che viviamo. Prendi la tua voce e le tue storie e prova a farle volare in cielo, questo è quel che puoi fare. E se riesci a dare forza a chi ti segue e a chi ti viene a sentire, in qualche modo hai dato qualcosa di incancellabile. Hai dato un frammento d’aiuto alla loro vita. E la forza che dai torna verso di te per scaldare il tuo viaggio''. Del cd "Ali di libertà" mi ha colpito in modo particolare "Apri le braccia", una bellissima canzone d'amore. Come è nato questo testo? Come lo vedi ora questo vituperato sentimento, ormai diventato fast love (visti i tempi velocissimi di internet) e meno romantico; e soprattutto, l'amore è ancora fonte di ispirazione per gli artisti (e i rockers in particolare)? ''Non scrivo molte canzoni “d’amore propriamente detto”. Anche se in fondo tutto quello che fai prova ad essere un atto d’amore. Scrivere è un gesto di solitudine che poi decidi di condividere. Qualche volta, una cifra che definirei di “romantico struggimento” entra prepotentemente in quel che faccio. “Apri le braccia”, oltretutto, è l’amore di un uomo e di una donna ma è anche l’amore per una piccola famiglia che cerca forza... vedi che torniamo al concetto di andare avanti. Ma scrivere “canzoni d’amore” è un atto che scanso volutamente. Siamo vessati ogni giorno da canzoni d’amore inutili che raccontano di sentimenti inutili da raccontare, dal mio punto di vista. Spesso arrivano massimamente banali. E’ un mestiere che lascio fare ad altri. Raccontare l’amore tra un uomo e una donna, o tra due individui, è qualcosa da fare solo ogni tanto. Almeno questo vale per me. Non cerco consolazione in quel tipo di storie, e neppure strade da consumare in fretta, come dici tu. Spero che “Apri le braccia” abbia un sapore diverso, per quanto l’amore che c’è dentro sia il più vero e il più dolce possibile''. Massimo Priviero e la fede. Nella meravigliosa "Madre Proteggi" si evince un forte rapporto con la fede e la spiritualità. Quanto è forte il potere della fede? ''Sono un credente, nelle mie contraddizioni e nelle mie difficoltà. “Madre Proteggi” è la mia richiesta di protezione per gli ultimi del mondo. E’ evidentemente una preghiera rivolta al Cielo ed è il mio modo di dire allo stesso Cielo che, “se mi cerchi”, mi puoi trovare proprio a fianco di quegli ultimi. Perché il mio desiderio più grande è proprio quello di dar loro un po’ di voce con quel che scrivo, che suono e che canto. Ma ognuno di noi ha bisogno di aiuto e di forza per poter camminare, proprio per poter dare allo stesso modo forza e aiuto a chi più ne ha bisogno. In quel momento, alzi gli occhi e chiedi che un po’ di forza ti venga donata''. Altro brano d'impatto contenuto nel cd "Ali di libertà": ''IO SONO QUA''. Una sorta di manifesto del rocker Priviero, una vita sul palco, tra sudore, passione e soddisfazioni. E per citare un'altra tua frase: ''Nessuna resa mai'', lo slogan della tua vita (che mi piace moltissimo e che ho fatto mio). Dopo 25 anni on stage è tempo di bilanci. Come si sente il Priviero che ha combattuto a testa alta nei meandri del music biz? Come è cambiato il mondo della musica dai tuoi esordi? Secondo te è cambiato in meglio o in peggio? ''''Nessuna Resa Mai'' è stato e spesso è ancor oggi un modo in cui quella che chiamo la mia gente si saluta e si abbraccia. E il sangue, il sudore, le lacrime e i sorrisi sono ancora l’essenza della mia vita e del mio modo di fare musica. Certo che il mondo è cambiato, lo puoi immaginare e lo puoi vedere. Ma la testa alta, come dici tu, non si è mai abbassata. Posso guardare dritto negli occhi gli amici e i nemici. E questo è anche l’invito che faccio a chi mi è vicino e a chi mi ascolta. E se è tempo di bilanci, come giustamente dici tu, cerco di fare in modo che sia il più breve possibile. C’è ancora tanta strada da fare. Ci sono ancora tante storie da raccontare. C’è tanta “umana resistenza” da cercare e da difendere''. Si parla ancora di memoria nel brano "Occhi di bambino". In una sorta di flashback temporale, che ricordi hai del Massimo bambino? Ricordi la tua infanzia con tenerezza o con rimpianto? Cosa volevi fare da grande? Pensi di avere esaudito i tuoi sogni di bambino? ''Ero un bambino assai solitario ma molto vivo. Che non stava mai fermo, che correva dietro al pallone, che amava arrampicarsi sugli alberi e che passava giornate intere in riva al mare dove cresceva. Il ricordo è di infinita tenerezza. Perché non c’è nessun sentimento più bello dell’innocenza. Da ragazzino, ho preso in mano una chitarra e ho provato a farla parlare raccontando le frasi e le storie che fissavo nel mio diario. Poi ho deciso che avrei dovuto vivere di questo ed è quel che ho fatto per 25 anni, al di là degli alti e bassi di una carriera e di una vita. Sono diventato un uomo senza mai tradire quel bambino e questa, è l’unica mia vittoria di cui vado realmente orgoglioso''. Nonostante la crisi ci sono ancora tantissimi ragazzi che sognano di intraprendere la carriera di musicista. Secondo la tua opinione, in un mondo di reality e talent show è ancora possibile sfondare facendo la cosidetta "gavetta"? Se dovessi dare un consiglio ad un aspirante rocker cosa gli diresti? ''Gli direi che i talent non c’entrano nulla con il provare a vivere della propria creatività, del proprio talento, del proprio lavoro. Gli suggerirei di andarsene dal nostro paese, se vuol fare musica in un certo modo, per trovare posti meno corrotti del nostro. Se invece cerca un certo tipo di successo o un certo tipo di visibilità non avrei nulla da dirgli perché non avrei alcun interesse a comunicare con lui. Ne’ mi interesserebbe, se mai potesse accadere, di entrare in comunicazione con lui. La vera bellezza e le vere ragioni del vivere appartengono a minoranze che spesso in questo mondo cercano di salvarsi. La direzione che prende certa massa più o meno amorfa non mi riguarda né mi interessa''. Il 2013 è stato musicalmente un anno molto positivo per te: un disco che sta andando bene, tanta attività live e ottimi riscontri di pubblico e critica: cosa ti aspetti dall'anno nuovo, ci sono nuovi progetti in arrivo? ''Mi aspetto solo di avere tanta forza per continuare su questa strada. Certamente ci sono nuovi progetti che si concretizzeranno ma dei quali è più giusto parlare un po’ più in là, e se ti farà piacere lo faremo anche insieme''. Grazie per la tua cortesia Massimo, intanto colgo l'occasione per farti i miei migliori auguri di Buon Anno 2014! ''Grazie Veronica, ricambio gli auguri più forti e più dolci per il 2014 insieme ad un abbraccio''. (Veronica De Lorenzo)