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23/11/2021   NICOLAS MICHAUX
  ''Provo rabbia di fronte a così tanta ingiustizia e follia nel mondo di oggi...''

Hai da pochi giorni presentato una doppia uscita, due dischi dunque, “Amour Colère” e “Les Chutes”, cosa ci puoi dire di questi? ''Ho registrato "Amour Colère" qualche anno fa sull’isola di Samsø in Danimarca dove io vivo per buona parte dell’anno. E’ un disco “fatto in casa”, registrato da me nel mio salotto… Sono io a suonare tutti gli strumenti con eccezione della batteria che è invece suonata dal mio fedele amico Morgan Vigilante. E’ una raccolta di canzoni piuttosto varie, in cui ho provato ad esprimere ciò che avevo nel mio cuore: un mix di amore e rabbia. Amore per la vita, per la natura e la famiglia. E rabbia di fronte a così tanta ingiustizia e follia nel mondo di oggi. Direi che è un disco olistico che punta ad affrontare gli alti e bassi della vita. "Les Chutes" ha ambizioni un po’diverse. E’ una raccolta di outtake e pezzi inediti registrati negli ultimi 5 anni. Durante la realizzazione di ''Amour Colère'' avevo lavorato a più di 20 canzoni. Erano troppe per un solo disco e quindi ho dovuto lasciar fuori alcune canzoni interessanti. Ero convinto che queste fossero molto buone ma non abbastanza adatte per l’idea che stava dietro ad ''Amour Colère''. Così ho decido di raggruppare queste insieme ad versioni alternative di brani già contenuti in ''Amour Colère'' e presentare il tutto come una sorta di secondo capitolo del progetto. Alla fin fine amo il secondo disco tanto quanto il primo. Raccontano la stessa storia ma con pezzi diversi''.

Come mai una doppia uscita? ''È una storia un po' strana come sono andate le cose con l'uscita italiana. L'anno scorso, quando è uscito ''Amour Colère'', con il team di Capitane Records, abbiamo pensato di rimandare l'uscita in Italia di qualche settimana perché avevamo la sensazione che non fossimo pronti per fare tutto per bene per la sua pubblicazione, non avevamo ancora trovato i partner ed eravamo in ritardo. Purtroppo, poche settimane dopo, l'intera Europa è entrata in lockdown per la seconda volta. Quello che avrebbe dovuto essere un ritardo di qualche settimana, alla fine è diventato uno di più di un anno. Nel frattempo, ho terminato ''Les Chutes''. Per questo motivo aveva senso far uscire entrambi i dischi insieme ora. E' così emozionante che questi due dischi escano finalmente in Italia. L'Italia è senza dubbio il mio posto preferito su questa terra. Mia nonna è nata e cresciuta a Treviso. Purtroppo non ho avuto modo di conoscerla. Ma in Italia mi sento a casa come da nessun'altra parte. Ogni anno cerco di passare più tempo che posso a Perinaldo, un meraviglioso paesino della Liguria. Spero che un giorno sarò in grado di trasferirmi lì per sempre''.

Tu e la tua famiglia, come dicevi, vi siete trasferiti da Bruxelles all’isola danese di Samsø… come mai questo grande passo e come sono cambiate le vostre vite nella pratica? ''Abbiamo vissuto per più di 5 anni a Bruxelles e dopo questi 5 anni la mia ragazza che è danese voleva tornare in Danimarca. Abbiamo prima vissuto a Copenhagen per un po’ e un weekend abbiamo visitato Samsø. Era una bellissima giornata di Ottobre e ci siamo innamorati dell’isola. All’epoca avevamo una bambina piccola e sentivamo che questo sarebbe stato un ottimo posto dove farla crescere a contatto con la natura. Pochi mesi dopo ci siamo trasferiti ì e la mia ragazza ha trovato un lavoro al museo locale. Avere Samsø come base ha cambiato le nostre vite in tantissimi modi. Ma non sono sicuro che noi siamo cambiati profondamente. Continuavamo a lavorare sugli stessi progetti come quando vivevamo in grandi città. Ma il vivere a stretto contatto con la natura ci aiuta a vedere le cose da una prospettiva diversa e ci ricorda che le nostre preoccupazioni quotidiane non sono poi così importante rispetto alla ciclicità delle stagioni''.

Preferisci scrivere in Francese o in Inglese? ''Mi piacciono entrambe le lingue. Da cantautore e produttore, vedo le lingue come strumenti. E sono felice di averle entrambe a mia disposizione. Posso produrre cose in inglese che non saprei fare in francese, e viceversa. E trovo interessante attingere dalla tradizione della Canzone francese mettendola in una chiave più attuale indie-rock''.

Come descriveresti i tuoi nuovi dischi con 3 parole? ''Veri / realistici / artigianali''.

Quali sono le tue influenze principali, non solo dal mondo musicale ma anche da altri linguaggi artistici (letteratura, arte, cinema, etc)? ''Sono cresciuto ascoltando musica degli anni ’60 e ’70. Le grandi band inglesi: The Beatles, The Stones, The Kinks, The Who, etc. E cantautori americani come Bob Dylan, Neil Young, Leonard Cohen, Lee Hazlewood… E la canzone francese di Léo Ferré, Georges Brassens, Barbara, Jacques Brel, Serge Gainsbourg… Tutte queste influenze sono a me molto care e fondamentali. Più recentemente mi sono aperto a una nuova serie di influenze come la musica highlife del Ghana, l’early reggae, la rumba congolese, la prima new wave di New York City… Per quanto riguarda le altre mie influenze extra-musicali, posso dire di essere un cinefilo. I film hanno sempre giocato un importante ruolo nella mia vita. Amo diversi generi e alcuni dei miei registi preferiti sono Maurice Pialat, Agnès Varda, Akira Kurosawa, Jean-Luc Godard, Terence Mallick, Michael Cimino, Martin Scorsese, Ken Burns, Jim Jarmush. E anche alcuni registi italiani come Vittorio de Sica, Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Roberto Rossellini, Nanni Moretti… Recentemente alcuni pensatori nell’ambito delle scienze sociali sono stati di grande ispirazione nel mio viaggio: in particolare Bernard Friot, Frederic Lordon, Pierre Bourdieu, Geoffroy de la Gasnerie''.

Sei tornato sul palco dopo diversi mesi di pausa, come è stato? Hai in programma di venire in Italia? ''Sì, siamo riusciti ad esibirci questo Settembre e Ottobre in Francia e in Belgio. Essere di nuovo su un palco di fonte ad un pubblico che non indossava mascherine è stato stupendo. Ci si sente bene a fare di nuovo il proprio lavoro e condividere emozioni profonde con il pubblico. Sembrava la fine di un incubo. Abbiamo altre date in programma per l’inizio del prossimo anno. Ma sfortunatamente non abbiamo ancora nulla di certo in Italia. Proveremo a tornarci non appena ne avremo la possibilità. Qualche anno fa abbiamo fatto un tour in Italia in piccoli club ed è stata una bellissima ed intensa esperienza. Proveremo senz’altro a tornarci''.