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09/12/2021   LABRADORS
  ''Abbiamo sempre rifiutato di incasellarci in uno stile solo e rigido...''

Ciao Labradors. Partiamo dal vostro background. Quando nasce il progetto ed in che modo? ''Ciao! Il progetto nasce nel lontano 2010 in seguito allo scioglimento delle precedenti band di Pilli e Fabrizio (a cui presto si aggiungerà il batterista Filippo). Volevamo portare avanti un discorso tutto nostro tra college rock, emo 90 e powerpop''.

Arriviamo ai giorni nostri. Dopo 3 anni dall'ultimo disco "Future ghosts" tornate con il singolo "Anger Management Plan n. 327" e poi con "The Adolescent". Parlateci di questo gradito ritorno. ''Questi nuovi pezzi arrivano dopo un periodo relativamente lungo di inattività, a cui si è aggiunta pure la pandemia, che ci ha quasi spinti a abbandonare completamente l'idea di Labradors e concentrarci su altro. Ma la voglia di rockeggiare ancora insieme ha prevalso e così, dal quasi scioglimento, sono usciti alcuni dei brani che più ci rappresentano e in cui maggiormente ci rispecchiano''.

Scendendo nel dettaglio, in entrambi i brani si assapora un melting pot di generi che spaziano dal pop punk all'indie, con addirittura richiami industrial rock. Il segreto di questa ricetta dove risiede? ''Essendo dei nerd della musica, e non snobbando nulla, abbiamo sempre rifiutato di incasellarci in uno stile solo e rigido. Perciò nei nostri pezzi può succedere di buttare dentro influenze che non c'entrano un ca**o, sia a livello tematico che sonoro. Più andiamo avanti più lo spettro di riferimenti sembra ampliarsi, cercando di non perdere mai di vista l'obiettivo principale: le canzoni e le melodie''.

Testi accattivanti che ti prendono dal primo ascolto. Ma rigorosamente in inglese. Perché? ''Il nostro mondo, i nostri ascolti provengono al 95% da cose cantate in inglese, ci viene naturale scrivere in quella lingua. Pur non essendo madrelingua cerchiamo da sempre di dare un senso, un tema a ciascun pezzo che sia ben preciso e evochi sempre un mondo a sé. Il che non vuol dire che prima o poi non faremo qualcosa in italiano!''.

In voi convivono serietà (intesa come dedizione alla causa, alla musica) ma anche voglia di divertimento. Cose tipiche del vero rock. Credete che il rock stia per tornare forte e prepotente come un tempo? ''Come direbbe Piero Pelù, "seahhh". Il rock a quanto pare tornerà, speriamo nel frattempo riesca a liberarsi di tutto lo chauvinismo che spesso si accompagna al genere musicale e ai suoi cliché. L'ironia fa parte da sempre della nostra "ricetta", ci piace troppo pirleggiare. Però nello stesso tempo l'approccio alla nostra legacy è molto serio''.

Siete recentemente tornati sul palco per un live in scala ridotta nella città di Como. State già pensando ai prossimi concerti? Se sì, cosa porterete sul palco? ''Dal 2022 confidiamo di beccarci sotto il palco il più possibile con i pezzi nuovi ma anche qualche cavallo di battaglia. Saremo sempre noi ma con anche alcune novità, che ancora non vogliamo spoilerare!''.