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30/06/2014   MANO
  'Ho scoperto un trucco: stampare poche copie, così posso dire che ho esaurito le scorte...'

Il 9 giugno 2014 hai debuttato col tuo primo disco “La Pulce Nell'Orecchio”, uscito per La Sete Dischi, una nuova sotto-etichetta / netlabel che fa capo a La Fame Dischi. Come sta andando il disco? ''Ho scoperto un trucco: stampare poche copie, così potrò sempre dire che ho quasi esaurito le scorte, che tutto sta andando benissimo e sfoggiare un tornaconto statistico (ride)''. Quando hai iniziato a suonare? ''Da bambino, alle elementari. Ho la fortuna di avere un padre musicista (sax e fisarmonica) che mi ha approcciato alla musica in eta' precoce''. In questo primo disco hai fatto tutto da solo: scrittura pezzi, registrazione, arrangiamento? ''Non proprio tutto. Molto, forse troppo. Cercherò di fare sempre meno. In questo disco mi sono occupato delle riprese, affidandomi a consigli e attrezzature di amici "tecnici" del suono (Drp Studio). Il mastering finale e' stato fatto al "MyBossWas Studio" di Torino da Andrea Brasolin (crew dei Marta Sui Tubi, già con me nei Malaweeda), mentre per il missaggio ho voluto al mio fianco Igor Giuffre', chitarrista di Deb e I Mostri. Quasi tutti i brani sono poi stati suonati e sviluppati insieme al collettivo "Angioma Killer", ovvero l'equipe di persone con cui solitamente collaboro in studio e dal vivo. Ci tengo ad elencarli, sono Cristian Longhitano (batteria, percussioni, dtx), Gabriele Agangi (chitarre autoprodotte, effettistica, synth, cori), Antonio Vomera (basso, synth bass), Angelica Vomera (oltrevoce), Simone Cravero (preparatore atletico). L'apporto dei vari ospiti e' stato fondamentale in fase di arrangiamento: la chitarra classica di Enrico Botti in "Quel Tono Un Po da Prof", i loop psichedelici di Andrea Pisano (CKB, Fuh) in "Cosa Ne Direbbe Freud?", il violino francese di Cecile Delzant in "La Mia Vacanza"... e poi ancora il mandolino di Bruno Valsania in "Grande Provincia", il vocione di Pietro Valsania (già con me nei Malaweeda), la chitarra elettrica ma soprattutto il "tocco" di Andrea Perona eccetera… insomma, un disco "speziato". Dare luce ad altri e' un mio modo di essere artista''. Le tue canzoni sono molto immediate. Catturano subito l'attenzione e sono molto orecchiabili. In sostanza, come è già stato scritto in qualche recensione, sono belle canzoni. Cerchi di piacere a tutti i costi o ti vengono naturali? ''Mi vengono naturali. Odio le forzature e amo improvvisare, chi suona con me può confermarlo. Diciamo che spero sempre di piacere, pero' non cerco di piacere a tutti i costi. Se così fosse non tratterei certi argomenti "fangosi”. Mi fa felice ricevere apprezzamenti, è una di quelle piccole gioie di cui il mio ego si nutre. Non e' male sapere che quello che faccio "arriva" a chi lo sa ascoltare, perchè bisogna anche saper ascoltare. Mentre non credo molto a chi dice "io faccio musica per me stesso" e poi pero' pubblica i dischi, gira i videoclip, sale su un palco, etc... Se uno sceglie questa vita vuol dire che nel sottobosco c'è un certo humus di narcisismo. La musica, per come la vivo io, prevede la presenza di un "Altro" - ascoltatore, un fruitore, un ricevente. E' fatta per essere ascoltata, perciò ben vengano le orecchie attente, i complimenti sinceri e le critiche oneste''. Come porti dal vivo questo album? Suoni solo o hai una band? Ti fai accompagnare anche da altri musicisti? ''Ho già suonato da solo, in duo, in trio, in quattro, in cinque… Mi piace sperimentare con formazioni diverse, non limitarmi in questo senso. Considero l'esperienza live completamente diversa da quella in studio, perciò non mi interessa che l'uno suoni come l'altro, anzi colgo l'occasione per mettermi alla prova come arrangiatore. Diciamo anche che, nel mio caso, lo studio di registrazione e il concerto sono due esperienze diverse per forza di cose, per necessita': visti i cachet sempre più bassi che mi impediscono di pagare, ad esempio, la violinista o il contrabbassista del caso... In studio cerco di togliermi tutte le voglie che dal vivo non posso togliermi, sovraincido tantissimo, gioco con le onde, cercando di sfruttare le mille possibilità e comodità creative che la tecnologia oggi offre''. Quando sono i prossimi appuntamenti live? ''Questo dipende da quando pubblicherete l'intervista :)... Le prime due che mi vengono in mente: 28 giugno al Circolo Oltrepo' di Torino, 16 Luglio al Nuvolari di Cuneo. Per le altre fate un salto sulla mia pagina Facebook, li c'e scritto tutto''. E il prossimo disco? E' ancora presto? ''Non nego che questo precoce interessamento per le cose future non fa che stimolarmi ad accelerare i tempi per sfornare un altro bimbo a breve. In realtà il progetto e' già in cantiere. A fine agosto Mano e il collettivo "Angioma Killer" si chiuderanno in una casa fantastica in mezzo alle vigne, alla ricerca dello "stato di grazia", per fare quelle che amo chiamare "riprese creative". Nel prossimo disco Manita, il mio alter-ego, avrà' molto più spazio. Le cose verrano facendole, ma posso già dire che il nuovo lavoro avrà un sapore più elettrico, con contorno elettronico abbondante. Un piatto unico''. (zZz)
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