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20/01/2022   FUNGHI LADRI
  ''Abbiamo sempre concepito la musica come uno spazio senza confini, un po' come i sogni...''

Come nasce il vostro progetto musicale? ''I Funghi Ladri sono nati da un'idea di MD (il sottoscritto), "partorita" nel 1997. Da leader factotum della formazione - che è stata sempre molto cangiante e variabile - ho cercato nel tempo di collaborare con musicisti, cantanti e arrangiatori, che provenivano da diversi generi musicali, proprio perché ho sempre concepito la musica come uno "spazio senza confini", un po' come i sogni. E poi, avendo iniziato a scrivere poesie all'età di 12 anni, la scoperta del rap all'età di 14 anni mi ha permesso di accedere ad un mondo infinito, dove si mescolano versi e musica: qui ho trovato la mia dimensione!''.

Il vostro brano racconta una storia che vi tocca personalmente? ''La violenza, la discriminazione, la sopraffazione e l'inganno ci toccano sempre personalmente, seppur usate contro terze persone, differenti da noi stessi. Il colonialismo, nella Storia del mondo, ha modificato la realtà, fino a condurci ai tempi in cui oggi viviamo, agendo sul passato, come nel presente, seppur in forme e modi diversi, ma portando sempre crimini e misfatti, come bagaglio annesso. Ieri era la conquista delle Americhe e la sottrazione delle loro terre, oggi è lo sfruttamento dei continenti più poveri (vedi Africa, Asia, Sud America, etc.), per un arrichimento del solo Occidente, lasciando a loro sempre poche briciole.

Vi vedremo in concerto da qualche parte prossimamente? ''Le date sono in aggiornamento, proprio in questi giorni''.

Ci sono degli artisti ai quali vi ispirate per il vostro progetto musicale? ''Se parliamo di contenuti e testi, ci sono certamente molti cantautori italiani che stimo, come Pino Daniele, Francesco De Gregori, Daniele Silvestri, Caludio Baglioni e lo stesso Caparezza. Se parliamo, invece, di musica, i miei maggiori ispiratori sono stati 2Pac e B-Real dei Cypress Hill''.