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26/01/2022   DANIELE FORTUNATO
  ''Rappresentare il mio mondo onirico e trasformarlo in canzone...''

Ciao Daniele, dicci qualcosa del tuo nuovo album “Alla Radice dei Sogni”… quali sono i principali temi da te trattati? ''Quest’album è la trasposizione in musica di alcuni miei sogni ricorrenti. Affronto momenti cruciali della mia esistenza. Possiamo definirlo un disco “psicanalitico”! I temi trattati sono differenti: la rielaborazione del lutto, il dialogo con l’inconscio, la rimozione del trauma, la dissolvenza di un sentimento. Tutti legati insieme dallo “sfondo integratore” del sogno''.

Sembra un disco molto personale e autobiografico… è così? Come mai hai deciso di metterti a nudo? ''Sicuramente c’è molto di me. Per lo meno quello che riesco a raccontare. Nonostante questo periodo sia oggettivamente complesso da affrontare, per tutti, ho avvertito più che mai la forza necessaria per rappresentare il mio mondo onirico e trasformarlo in canzone''.

Diversi sono i generi e le sonorità presenti nel disco... r’n’b, rock, folk, pop… quali sono le tue influenze musicali principali? ''Tre nomi internazionali: James Taylor, Paolo Nutini, Billie Joel. Tre italiani: Max Gazzè, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi''.

Le parole nella tua musica sono molto importanti… nasce prima il testo o la musica nel tuo processo compositivo? ''Sempre prima la musica. Per me la melodia è quasi un tormento! Finché non l’ho sistemata ed incorniciata con un testo, continua ad assillarmi giorno e notte!''.

Se dovessi descrivere “Alla radice dei sogni” con tre aggettivi o sostantivi, quali useresti e perché? ''Facciamo tre sostantivi femminili: Origine, Comprensione, Reazione. Perché rappresentano l'evoluzione della storia che ogni canzone ha dentro di sé''.

Quali sono le principali differenze con i tuoi lavori precedenti? ''Più che nei testi, le differenza sostanziale di questo disco con i lavori passati la riscontro nelle sonorità. Ho sempre inciso da solista o con piccoli ensemble acustici. In questa occasione ho voluto collaborare invece con una "famiglia" decisamente allargata e dal sound più elettrico: basso, batteria, violini, chitarre elettriche ed acustiche, pianoforte, synth, hammond, cori, sax. Tutto questo mi ha permesso di spaziare tra i generi che amo. Ci siamo divertiti!''.

"Alla radice dei sogni” è in qualche modo figlio dell’attuale pandemia? Se sì, come mai? ''Come periodo di stesura sì. Ma oggettivamente c'è solo un brano, "Eterno ritorno", che è legato al contesto attuale. Tutto il il resto del disco raccoglie invece echi lontani''.

Quali sono i tuoi progetti futuri? ''Musicalmente parlando, desidero continuare a scrivere canzoni, e mi auguro di trovare contesti per suonare questo disco dal vivo. Vi ringrazio per l'opportunità, è stato un piacere!''.