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22/03/2022   ROBERTO GALANTO
  ''Voglio comunicare attraverso linguaggi diversi: ironia, serietà, leggerezza e paure...''

''Welcome'' è l’album d’esordio di Roberto Galanto. Canzoni dallo spiccato sapore swing si alternano a ballate acustiche, mentre quelle dal marcato passo reggae e pop fanno da contraltare ritmico a questo progetto discografico firmato Digressione Music.

È da poco uscito il tuo nuovo album, ''Welcome'', di cosa parla? ''Welcome è una sorta di condominio musicale dove l’utente può decidere a quale piano (brano) andare, quale storia ascoltare. Non è un concept album. È piuttosto, un piccolo lungo viaggio in un mondo musicale che fa affiorare la mia passione per la canzone d’autore, lo swing e la musica classica. L’album vuole comunicare una voglia di apertura verso l’altro e lo fa attraverso linguaggi diversi: ironia, serietà, leggerezza e paure''.

Quale esperienza musicale ti porterai per sempre nel cuore? ''Ne ho diverse sinceramente, ma quella che ha uno spazio maggiore nel mio cuore risale al 2016, quando per la prima volta cantai con la big band “West Coast” in un jazz club dell’Aia. Fu un evento sold-out che mi vide partecipare come crooner assieme ad altri talenti della città. Cantare col supporto di un big band ebbe un notevole impatto nella mia performance… un’energia unica. Mi sentivo un po’ Sinatra e un po’ Louis Prima. Il pubblico fu fantastico e tra swing, alcool e spensieratezza non potrei oggi non tornare a sorridere ripensandoci''.

Con quali artisti ti piacerebbe collaborare? Chi sceglieresti e perché? ''Direi Joe Barbieri in primis, che ho avuto modo di conoscere e con cui ho scambiato qualche parola in questi anni. È un mio importante riferimento musicale e quando posso vado ad ascoltarlo con grande gioia. L’ho scelto perché’ ammiro tantissimo il suo modo di mescolare jazz pop e canzone d’autore in una maniera così elegante e viva. In questa Italia cosi decadente anche musicalmente, è una boccata d’aria fresca per me. Lavorarci insieme sarebbe rigenerante. Come seconda scelta metto Paolo Nutini. Mi piacerebbe scoprire il suo approccio alla vita e alla scrittura. I suoi brani sono versatili e diretti ed è un artista di cui subisco il fascino a partire dalla voce. Al terzo posto Paolo Conte, il Maestro. Un artista inarrivabile ed unico nel suo genere, e collaborarci per me sarebbe non solo un onore enorme, ma un'opportunità di “rubare” (citando Picasso) seduto e in silenzio, il suo processo creativo che ha dell’incredibile alle mie orecchie''.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? ''Nel breve, poter portare in giro queste canzoni non solo in Italia. Nel medio, decidere se lasciare di nuovo questo Paese. Nel lungo invece, lavorare al prossimo disco che necessita di qualche altra canzone per poterlo considerare finito, almeno sulla carta''.