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THE STOOGES
In omaggio a Enrico Silvestrin, il nostro Gianmario Mattacheo realizza la Tier List della band di Iggy Pop

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02/05/2026   THE STOOGES
  In omaggio a Enrico Silvestrin, il nostro Gianmario Mattacheo realizza la Tier List della band di Iggy Pop

Una Tier list tutto sommato semplice, se consideriamo che la band di Ann Arbor ha all’attivo solo 5 album e un EP, ma assolutamente imprescindibile come trattazione.

Gli Stooges, infatti, rappresentano una di quelle band dalla portata universale e dall’impatto fuori da ogni concezione e, per il sottoscritto, un gruppo che non fatica ad inserirsi tra le prime 5 posizioni all time.

Siamo dalle parti di Detroit e il gruppo di Iggy Pop inizia, alla fine degli anni ‘60, a martellare con un sound che solo qualche anno dopo venne definito proto punk o punk ante litteram. MC5 e THE DICTATORS sono altre band che, a ragione, si possono definire anticipatrici del punk (sia americano, sia inglese).

Dopo alcune esibizioni di supporto a MC5, gli STOOGES volano a New York per seguire John Cale e preparare il primo omonimo lavoro. “The Stooges” è una scossa brutale, cattiva, violenta e feroce. In quelle sedute di registrazione sarà presente anche NICO (che avrà poi una relazione con Iggy Pop) si dà vita a un album impossibile non inserire nella categoria OLTRE, divenendone una pietra miliare assoluta.

Siamo quanto più distanti dal clima della Summer Of Love che in Woodstock aveva trovato il suo più alto apice (e insieme la sua fine). Se ha un difetto questo album (il migliore di tutta la loro discografia) è quello di non aver messo come ultima traccia “We will fall”, ovvero l’apice del decadentismo e del pessimismo. La canzone che deve molto alle intuizioni del bassista Dave Alexander è un viaggio di oltre 10 minuti che viene arricchito dal suono sinistro della viola di Cale.

Solo un anno dopo gli Stooges ci riprovano e, senza la produzione di John Cale questa volta, danno alle stampe il loro secondo album. “Fun House” è il degno successore che, rispetto all’opera prima, si arricchisce del sax di Steve MacKay. Il suo sax è lo strumento in più di questa opera; uno strumento usato mai in chiave melodica, ma disturbatrice e, tuttavia, perfetto collante con i frastuoni prodotti dai fratelli Asheton e da Dave Alexander.

Come per il primo album, ogni capitolo è una storia imprescindibile, ma, esattamente come il primo album, anche qui una perla arriva quando si rallenta un po’. Se in “The Stooges” “We will fall” era la litania che narcotizzava nel suo incedere, qui “Dirt”, attraverso un leggero rallentamento, porta un fascino ulteriore. Siamo nella categoria OLTRE anche in questo caso.

Droga (soprattutto) e conflitti lacerano il gruppo che si ricostituisce solo grazie a David Bowie. Senza Alexander (deceduto) viene reclutato James Williamson che si occupa delle chitarre relegando Ron Asheton al basso. “Raw Power” è un album che non riesce a stare sullo stesso piano dei primi due. È violento, ma un po’ manieristico, forte, ma quell’eccessivo a cui manca la magia attrattiva. È un album da mettere in MAH – C’E’ DI MEGLIO.

Nel 2003 Iggy Pop incide “Skull rings”, coinvolgendo, dopo molto tempo, i fratelloni. Ecco, allora, che delle 17 canzoni, ben quattro sono degli Stooges. A conti fatti, questo è un EP degli Stooges all’interno di un disco dell’iguana. C’è grinta, potenza e forza pura che fa collocare il tutto in BUON ALBUM – ALBUM SUFFICIENTE.

È una reunion a tutti gli effetti che non poteva non sfociare in un nuovo album in studio. Ma “Weirdness” colpisce a salve, come se fosse mancato il coraggio o fosse troppo ragionato. Siamo dalle parte di MAH – C’E’ DI MEGLIO.

Se ne va anche Ron Asheton, ma il ritorno di Williamson aiuta a riportare gli Stooges in studio (ci sono anche Mike Watt al basso e Steve MacKay al sax). Ne esce “Ready to die”, ovvero l’album più bello dai tempi di “Fun house”. Non c’è Ron Asheton, ma le chitarre suonano come se fossero le sue e “Ready to die” ci porta un gruppo vero, con un Iggy Pop perfetto e un lavoro da inserire nella categoria GRAN DISCO. (Gianmario Mattacheo)