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NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (2a recensione)"
   (2018)


NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (1a recensione)"
   (2018)

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BAUSTELLE   "Live Lustando Festival Lu Monferrato 14-06-2008"
   (2008)

Uscito il 1° febbraio, “Amen”, il quarto cd dei Baustelle, è schizzato immediatamente ai vertici delle classifiche dell’airplay radiofonico, grazie ad un singolo geniale come “Charlie fa surf”, andando esaurito in una settimana nelle grandi metropoli. Finalmente il successo meritato per una delle band italiane più intelligenti in circolazione. Già i singoli del disco precedente avevano dimostrato la maturità raggiunta dalla band, capace di nascondere in melodie semplici e accattivanti, testi acidi e disincantati sul mondo che ci circonda. Per il successo mancava solo una casa discografica pronta a crederci e decisa a promuoverli nella maniera migliore, e questa volta alla Warner sembrano aver capito di aver in casa un vero e proprio gioiello, nonché un autore di classe (vedi il successo di Irene Grandi, “Bruci la città” scritta proprio da Bianconi dei Baustelle). Rimaneva un dubbio sulle loro capacità in concerto, ma questa sera la leggenda dei Baustelle 'inascoltabili' dal vivo è stata sfatata. Presentatisi sul palco in chiusura della seconda serata di Lustando Festival, i Baustelle infatti sono riusciti a far divertire il numeroso pubblico accorso a riempire il Campo Sportivo del paesino sulle colline del Monferrato. Colti probabilmente nel passaggio da band di culto a band di successo commerciale (meritatissimo), i Baustelle si trovano di fronte un pubblico intergenerazionale, dal trentenne che li segue dai tempi dell'underground agli adolescenti sotto il palco che cantano tutti i brani più recenti, dal successo “Charlie fa surf” usato subito in apertura di concerto, a “Colombo”, a “Il liberismo ha i giorni contati” o del disco precedente come “La guerra è finita”, “Sergio”. Tra i meriti che vanno riconosciuti ai Baustelle, senza dubbio c'è anche quello di riuscire a far cantare a dei quindicenni canzoni che citano, ad esempio, Luigi Tenco e Piero Ciampi, come nella conclusiva “Baudelaire”. I testi sono sempre molto raffinati e colti, pieni di citazioni a volte davvero difficili da decifrare ad un primo ascolto, ma al contempo di una semplicità adolescenziale che per essere compresa appieno bisognerebbe avere davvero quindici anni. E questa doppia lettura è probabilmente una delle chiavi del successo dei Baustelle, che sono riusciti a tenersi il pubblico del rock alternativo conquistato con anni di gavetta, e insieme conquistare quello più giovane o influenzato da radio e tv. D'altra parte, il mondo raccontato dai Baustelle è quello che tutti gli adolescenti con gli occhi aperti vedono intorno a loro. Non a caso un brano come “I provinciali” viene cantato in coro da tutti, come tutti si riconoscono evidentemente in “Il corvo Joe” o nelle storie raccontate in “Un romantico a Milano”. Merito non solo delle melodie splendide delle canzoni dei Baustelle, ma anche dei testi, tra i più intelligenti del pop italiano. Canzoni pop perfette. Tanto perfette che inevitabilmente la versione live nulla può aggiungere. Forse questo è l'unico difetto dei Baustelle in versione “concerto”. Chiusura dopo due ore con “Andarsene così”, e pubblico ampiamente soddisfatto. (Giorgio Zito)