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NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (2a recensione)"
   (2018)


NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (1a recensione)"
   (2018)

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recensioni concerti

BOB DYLAN   "Live Lazzaretto Bergamo 16-06-2008"
   (2008)

Puntuale alle 21,00 passate da poco, dopo un pomeriggio di pioggia fitta, introdotto dalla consueta voce (...Columbia Recording Artist...) sale sul palco Mr. Bob Dylan, accompagnato dalla band (tre chitarre, basso, batteria, tastiere) per l'ennesima data italiana di questo suo tour davvero infinito. Come sempre, nessuna concessione allo spettacolo, solo grande rock. La sua posizione per tutto il concerto sarà di nuovo a lato del palco, sulla destra, alla tastiera elettrica e ogni tanto all'armonica, ma niente chitarra, come purtroppo ci ha abituati da qualche tempo. In completo grigio la band, lui ancora con i pantaloni neri con riga bianca ai lati, camicia country e cappello calzato in testa, attacca con una splendida versione di “Leopard-Skin Pill-Box Hat”, la pioggia smette di scendere, e i posti numerati già non esistono più. Tutto il pubblico accorre sotto il palco. Dylan ha scelto per questa sera un inizio folgorante, a cui seguono “If You See Her, Say Hello” in cui si esibisce in un pregevole assolo all'armonica, “Just Like Tom Thumb's Blues” e la potente “The Levee's Gonna Break” con un gran solo di chitarra. Primo brano lento, una versione country style di “Moonlight”. Stesso arrangiamento, lento e con accenni country, per la sempre bellissima “A Hard Rain's A-Gonna Fall” (una canzone che ha 45 anni di vita!), quando la misteriosa regia del cielo fa scendere ancora un po' di pioggia. Ma non si aprono neanche gli ombrelli, il pubblico resta sotto il palco, ammaliato dalla magia di canzoni senza tempo e dalla voce di Dylan, sempre più vissuta e affascinante, indubbiamente meglio oggi di un tempo. E la sua voce e le sue canzoni bastano da sole a riempire il palco: poche luci, quasi sempre bianche e giallo chiaro, nessuna parola per tutto il concerto, nessun atteggiamento compiaciuto o di finto ringraziamento verso il pubblico. Le uniche concessioni alle attese del pubblico arrivano nella seconda parte del concerto, con una lenta “Just Like A Woman” in cui il pubblico accenna a cantare il ritornello, e una versione rock, potente, tiratissima e quasi irriconoscibile di “Highway 61 Revisited”. Si chiude dopo circa due ore con un altro capolavoro del songbook di Dylan: “Ballad Of A Thin Man”, in cui si esibisce ancora all'armonica. Al rientro sul palco per i bis, dopo un accenno alla classica canzoncina da festa di compleanno (“Happy Birthday To You”), si riprende con la rockata “Thunder On The Mountain”, per chiudere con una delle canzoni simbolo della storia del rock: “Like a Rolling Stone”, dopo aver presentato la band, le uniche parole di Dylan in tutto il concerto. Arrangiamenti nel complesso molto belli, ottima la band, soprattutto il chitarrista Donnie Herron. Ma quello che fa la differenza ovviamente è un Dylan in splendida forma, e con una voce davvero strepitosa. Giù il cappello per Mr. Bob Dylan. (Giorgio Zito)