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BABA SISSOKO "Live Nadir Padova 08-11-18"
   (2018)


SERGIO CAMMARIERE "Live Teatro Politeama Catanzaro 27-10-18"
   (2018)

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recensioni concerti

RACHELLE FERREL   "Live Arena Civica Milano 10-07-2008"
   (2008)

Senza dubbio una delle voci più sorprendenti del mondo del jazz, Rachelle Ferrel è finalmente arrivata in Italia nell’ambito del Milano Jazzin Festival, accompagnata da un quartetto elettrico (basso, chitarra, batteria, tastiere) di tutto rispetto. Introdotta da una base funky sostenuta da un ottimo giro di basso, entra sul palco e dà subito dimostrazione delle sue grandi doti vocali: scat, acuti impensabili per una normale voce umana, note tenute per decine di secondi, improvvisazioni in italiano sulla coda del brano. Un repertorio su cui qualunque altra cantante baserebbe un intero concerto, la Ferrel se lo gioca tutto in un solo brano, per undici minuti sufficienti a ripagare il biglietto del concerto, per altro molto contenuto (15 euro). Il secondo brano, “Sister” (“un omaggio a tutte le donne”), rallenta il ritmo, ma non è un semplice lento: anche qui emergono le grandi doti tecniche della cantante, con un bel gioco di domanda e risposta tra voce e chitarra prima, e poi tra voce e piano, e sulla coda di nuovo l’improvvisazione in italiano, per spiegare meglio il significato del brano. Dopo un altro brano d’atmosfera, la Ferrel si siede al piano, e dopo poche note un black-out fa saltare la corrente. Pausa di venti minuti, e si torna sul palco: piano e voce, poi entrano uno alla volta gli altri strumenti, sempre puntualissimi, per uno slow d’atmosfera e un’altra grande prova delle capacità vocali della cantante sugli acuti, con stacchi improvvisi davvero sorprendenti. Splendida anche l’esecuzione di “My Funny Valentine”, solo voce e piano, in cui passa dai toni bassi agli acuti con una facilità sorprendente. Segue “Summertime” (altro standard), jazzata, slow swing, ancora una volta giocata su toni bassi che all’improvviso si aprono in acuti, fino a uno scat improvvisato in cui sembra che chitarra e basso facciano fatica a stargli dietro. Rachelle Ferrel per un’ora e un quarto ha incantato il pubblico, dimostrando capacità, fantasia, grande tecnica, versatilità, facilità di esecuzione anche nei passaggi più difficili, facendo apparire semplici esecuzioni su cui colleghe ben più famose rischierebbero di perdere la faccia, trasformando in pezzi di bravura brani che in altre mani sarebbero solo easy listening di classe, con l’umiltà che contraddistingue solo i grandi artisti (cosa diversa dalle star). Chiude ancora una volta improvvisando un lungo e sentito ringraziamento al pubblico che la ha ascoltata e apprezzata: la band gira a pieno regime, lei esce dal palco, il pubblico in piedi. (Giorgio Zito)