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NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (2a recensione)"
   (2018)


NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (1a recensione)"
   (2018)

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PICCOLI ANIMALI SENZA ESPRESSIONE   "Live Goganga Milano 21-04-18"
   (2018)

A Milano può anche succedere che in un caldo sabato sera di aprile, in pieno Salone Del Mobile, qualche folle opti per una distrazione intima, raccolta, isolata, via dalla pazza folla. E succede che al Goganga, interessante venue post-qualcosa in un cul-de-sac della periferia sud-est, vada in scena uno show che un amante dell’arte-per-l’arte potrebbe considerare addirittura imperdibile. Da una parte, Dario Ballantini: superfluo introdurlo come attore, intrattenitore, volto noto a mezza Italia; già più arduo conoscerlo per le consolidate doti di pittore; magari insolito vederlo nelle vesti di regista, alle prese con la sua ultima infatuazione musicale. Già, la musica. Dall’altra parte, i Piccoli Animali Senza Espressione, trio livornese allargato alla presenza – affascinante, ma extra-scenica – di Annalisa Boccardi, penna che dipinge (come Dario?) le trame della band in testi di toccante visionarietà. Succede che un giorno all’improvviso Dario Ballantini si innamori dei Piccoli Animali Senza Espressione e che decida di utilizzare un loro brano (“In Cammino”) come colonna sonora di un breve cortometraggio del quale firma - appunto - la regia. E succede che tutto quanto – video e concerto – venga presentato al Goganga proprio quel sabato sera. Succede poi che ad intrattenere gli astanti illustrando “Sveglio Fantasma”, ultimo album del gruppo, intervenga addirittura Piergiorgio Pardo: vano decantarne le mille sfaccettature e le svariate attività oltre a quella di recensore – ed altro – per Blow-Up. E succede che ad intervenire dopo Pardo, per dire la sua su un album troppo inebriante per ridurlo a poche considerazioni, ci sia pure il sottoscritto, ma questo è un dettaglio. Esaurite le formalità va in scena la musica: in un’atmosfera confidenziale, quasi irreale, si apre con “Come Il Quadrato”, preludio ad un set che presenta la quasi totalità di “Sveglio Fantasma” pur con alcune concessioni ai due precedenti album: “Kindergarten” e “Pulviscoli” tratte da “This Incanto”, debutto del 2012, poi “Tredici” ed una pulsante “Instant Pharma” da “Cerco Casa Vista Marte” del 2014. Il resto è una carrellata sfavillante di brani recenti, alcuni dei quali impreziositi da arrangiamenti che lasciano nude e tremanti nella loro dimensione più raccolta canzoni di esile bellezza: “In Cammino” e “Tracce Separate” si rivestono così di una luce nuova, capace di donare loro una sorta di stralunata trasparenza privata di qualsiasi orpello. Edoardo Bacchelli avvolge nella sua vocalità sofferta e teatrale “La Teoria Delle Stringe”, le tessiture del basso a cinque corde di Andrea Fusario e la chitarra di Filippo Trombi disegnano un finale di ammaliante coinvolgimento che spazia dalla languida melanconia di “Luminoso” alla vitale “Lupa” fino alla chiusura mesmerizzante di “Vicolo d’Oro”, viaggio sonoro che traghetta verso ciò che resta della notte, mentre Dario Ballantini, seduto sul pavimento nella semioscurità, cattura immagini degli ultimi momenti di gloria. Nella sala adiacente assistiamo alla proiezione su megaschermo del video con la regia di Dario: pochi minuti di raccoglimento quasi mistico, applausi, titoli di coda. Emozioni in ordine sparso in un sabato sera di periferia. Succede, per fortuna. (Manuel Maverna)