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LE ORME & FRIENDS "Live Teatro Alessandrino Alessandria 10-02-24"
   (2024)


STEVE HOGART "Live Auditorium Parco della Musica Roma 03-02-24"
   (2024)

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LO STATO SOCIALE   "Live Piazza della Cattedrale Asti 08-07-23"
   (2023)

AstiMusica non si ferma anche dopo 25 edizioni e, seppur con mezzi evidentemente più modesti rispetto al passato, continua a rappresentare un’importante realtà nel panorama musicale piemontese e nazionale.

Lo abbiamo detto, i grandi nomi del passato non sono più proponibili. Chi è passato da queste parti non può non ricordarsi le esibizioni di Patti Smith, James Brown o Paolo Conte, solo per citare alcuni big che hanno deliziato i palati in Piazza della Cattedrale. Ma una costante del festival è sempre stata quella di abbinare, ai top player, gruppi o artisti afferenti a un certo sottobosco musicale, ma dall’indiscusso valore artistico.

A metà strada tra i due, mi pare di inserire Lo Stato Sociale, gruppo che rimane collocato in un mondo indie o underground, pur avendo toccato la grande celebrità con quel pezzo sanremese che, di fatto, ne cambiò la propria storia.

Si inizia male, a dirla tutta, quando i bolognesi si fanno attendere per oltre un’ora rispetto al programma (Eh no. Una partenza da star che ci è piaciuta molto poco). Poi, però, l’energia e la spontaneità del gruppo trasforma in festa questo sabato di inizio luglio.

“Pompa il debito” e, soprattutto, “Mi sono rotto il cazzo” ad inizio concerto sono pezzi davvero tosti che rappresentano benissimo l’arte dello SS. Frasi pungenti sotto un muro sonoro, dominato da chitarre ed elettronica.

Alcuni titoli: “Vita di m3rd4 4ever”, “Sono così indie”, “In due è amore in tre è una festa”, e “Fottuti per sempre” sono brani che ricordiamo più di altri.

Al canto un po’ tutti. Non certo dei virtuosi, ma in linea con i messaggi socio-politici trasmessi dai testi, in un’alternanza al microfono che non pare ponga in essere battaglie d’ego.

Gli piace ribadire quanto si siano trovati bene nel capoluogo piemontese e di quanto abbiano gradito il vino locale (e ci credo, dalle loro parti c’è il Lambrusco!) con gag comico demenziale, tipo “Adesso con il prossimo pezzo alziamo L’ASTIcella”!

E come non sentire in coda al concerto “Una vita in vacanza”. Quella canzone che rimarrà per sempre la loro hit e che, forse, mise in discussione la stessa vita del gruppo. Comunque sia, si accontentano tutti e non mancano espressioni tra il pubblico: “Finalmente!”. Ora si può andare a casa.

Chiudo con una delle frasi più belle delle loro canzoni, capace di riassumere un po’ quelle righe appena scritte (e spero che molti continuino o inizino a prendersi meno sul serio): “Mi sono rotto il cazzo della critica musicale; non siete Lester Bangs, non siete Carlo Emilio Gadda. Si fa fatica a capire cosa scrivete. Bontà di Dio, avete gusti di merda”. (TESTO E FOTO: GIANMARIO MATTACHEO)