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DEPECHE MODE "Live PalaAlpitour Torino 23-03-24"
   (2024)


VINTAGE VIOLENCE "Live Legend Club Milano 15-03-24"
   (2024)

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PREMIATA FORNERIA MARCONI   "Live Teatro Alessandrino Alessandria 21-12-23"
   (2023)

A volte si va ai concerti perché potresti fare le valige anche se la location è così lontana da sembrare quasi un miraggio, e altre, invece, si compra il biglietto quando il gruppo suona praticamente sotto casa. Il concerto di oggi ricade sicuramente tra la seconda soluzione.

Premessa iniziale che non vuole togliere nulla alla storia della band, semmai ribadire i contorni dei miei gusti musicali, che non hanno mai fatto di me un fan della Premiata.

Band che, in effetti, ha fatto storcere un po’ il naso anche a non pochi appassionati di vecchia data, molti dei quali iniziano a vedere la PFM come la migliore cover band della PFM, stante i molti abbandoni che negli anni hanno colpito il gruppo.

Invero, a giudicare dal tutto esaurito del Teatro Alessandrino, la band di Di Cioccio tiene ancora botta, complice anche il fatto che la serata odierna è un omaggio a Fabrizio De Andrè, il cui affetto da parte del pubblico è garanzia di successo al botteghino.

Nonostante le molte uscite dal gruppo (la più dolorosa è rappresentata da Franco Mussida) vi è però il ritorno di Flavio Premoli, un altro membro fondatore, riappacificatosi per questo ennesimo tour celebrativo a Faber.

Per sue stessa ammissione, De Andrè si definiva molto più a suo agio con le parole, piuttosto che con la musica e questa fu, probabilmente, una delle spinte maggiori che portarono sul finire degli anni 70’ all’incontro con una delle maggiori Prog band nazionali, capaci di riarrangiare i classici di Fabrizio, presentandoli live. Oggi, non possiamo che ribadire quanto la scommessa sia stata vinta e riproposta con regolarità dal gruppo milanese.

Ma adesso un po’ di cronaca. Si aprono i tendoni del teatro e la pattuglia della PFM entra in scena. Oltre ai già richiamati, ci sono Patrick Djivas, Lucio Fabbri, Alessandro Scaglione, Marco Sfogli, Eugenio Mori, Michele Ascolese e Luca Zabbini, per completare la numerosa presenza artistica (sarà anche per quello che il biglietto è così caro?).

Con “Bocca di Rosa” si apre scegliendo uno dei più classici di De Andrè, mentre osservo il composto pubblico alessandrino scandire perfettamente il testo e poi con “La guerra di Piero” non ci si risparmia attingendo dai capolavori del cantautore genovese.

Sono immediatamente colpito favorevolmente da Flavio Premoli, il cui rientro in seno alla band non è avvenuto in sordina, per rivestire, al contrario, un ruolo assolutamente centrale. I tocchi della sua tastiera e il suono del Moog, forse sono una delle firme più riconoscibile della musica del gruppo.

Dall’album “Rimini” è un piacere ascoltare ben quattro brani scritti da De Andrè insieme a Massimo Bubola; oltre alla title track, ci sono la bellissima e antimilitarista “Andrea” che anticipa “Zirichiltaggia” (Di Cioccio abbandona il microfono per tornare alla batteria), ovvero una sorta di western in chiave sarda, mentre “Volta la carta” è un’irresistibile filastrocca con un ritmo coinvolgente.

La porzione meno trascinante è quella in cui il gruppo estrae brani da “La buona Novella”, francamente un frangente un po’ troppo barocco. Tuttavia, rimane uno spettacolo vedere interagire i musicisti, macchine oliate alla perfezione e tutti fondamentali per la riuscita del sound.

“Amico fragile” e “Il pescatore” chiudono tra applausi generali il concerto.

Il rientro vuole “dimenticare” De Andrè per ritornare alla PFM. Allora “Celebration” la mette giù quasi in cagnara, in quel brano che odora veramente di festa, per lasciare il posto all’intro di “Impressioni di settembre”, l’inno per eccellenza della Premiata Forneria Marconi, che, come tutti i manifesti, ha la forza di non sbiadire nel tempo. (TESTO E FOTO: GIANMARIO MATTACHEO)