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THE CURE "Live Hyde Park Londra 07-07-18"
   (2018)


LAURYN HILL "Live Parco della Cittadella Parma 22-06-18"
   (2018)

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R.E.M.   "Live Olympia Theatre Dublino 30-06-2007"
   (2007)

Capita a volte di partire per un viaggio inaspettato e non preventivato. Capita di ricevere un invito inaspettato: i R.E.M. progettano una serie di cinque date a Dublino dove stanno ultimando il nuovo disco presentate, come “working rehearsals”, per provare i brani nuovi, nello storico Olympia Theatre, e decidono di aprire le prove al pubblico. Ricevere la notizia e prenotare un biglietto è questione di un attimo, senza pensare a che giorno della settimana sarà il 30 giugno, a che impegni avrò per quella data, né se ci saranno voli disponibili. All’organizzazione del viaggio ci penserò in un secondo tempo. Così ci si ritrova il pomeriggio di sabato 30 giugno davanti all’Olympia, una manciata di italiani già in coda da qualche ora, e qualche pinta di Guinness già in corpo. L’apertura della serata è nelle mani di David Kitt, cantautore già abbastanza conosciuto, che da solo e con un secondo chitarrista, intrattiene il pubblico per una buona mezz’ora, ricevendo meritati consensi e la giusta attenzione da parte del pubblico. Poco dopo le 21.15, annunciati da un messaggio luminoso alle spalle che ripete “This is not a show”, entrano in scena i R.E.M. Il palco è spoglio, niente scenografia, niente giochi di luce particolari, e niente abiti di scena per i musicisti. Che sia una serata speciale lo si intuisce anche dal pubblico: oltre ai fans giunti da mezza Europa, lo staff R.E.M. di Athens al completo e qualche vip (avvistati nei palchi riservati Bono, The Edge e Krist Novoselich). Si inizia con una serie di brani nuovi. L’impatto è notevole, molto guitar rock. Se questo è il suono del nuovo disco, siamo abbastanza lontani dalle ultime produzioni, forse più vicini a qualcosa del passato, ma con suoni più moderni. Evidentemente l’effetto delle session di lavoro di questa primavera a Vancouver con il nuovo produttore Jacknife Lee si è fatto sentire (sue le ultime produzioni di U2, Snow Patrol’s e Bloc Party). Stipe rimarca l’importanza di queste serate di prova aperte al pubblico, sottolineando che dalla risposta del pubblico trarranno importanti suggerimenti per il nuovo disco. L’atmosfera è quella di una vera prova: Stipe canta quasi sempre rivolto verso il monitor di un pc appoggiato alla sua destra su cui legge i testi non ancora imparati a memoria, corregge i testi mentre canta, i R.E.M. parlano tra loro tra un brano e l’altro, commentando l’esecuzione e scambiandosi cenni di approvazione durante i brani, ma scherzano molto tra loro e anche con il pubblico. C’è spazio anche per qualche brano più vecchio, forse per accontentare il pubblico giunto fin qui da mezza Europa (nelle parole di Mike Mills: “some of the best fans in the world”). Ma non sono i soliti successi della band, anzi, scelgono di suonare brani usati poche volte durante gli ultimi tour. Ascoltiamo così brani tratti da 'Reckoning' ('Second guessing', 'Letter never sent', 'Little America'), dal primo EP 'Chronic Town' ('1,000,000'), da 'Fables Of Reconstruction' ('Maps and legends'). Un tuffo nel passato inaspettato. Con 'Horse To Water' (brano nuovo) chiudono la serata. Saluto veloce e giù dal palco. Ma anche se “this is not a show”, concedono comunque qualche bis: tre brani conosciuti ('These Days' tratto da 'Lifes Rich Pageant' e 'New Test Leper' e 'Electrolite' da 'New Adventures In Hi-Fi'), per chiudere con l’inedita 'I’m gonna DJ', già suonata durante l’ultimo tour. Adesso è finita davvero, i tre restano da soli sul palco, abbracciati con una classica pinta di Guinness in mano, salutano e ringraziano. La sensazione finale è quella di aver assistito non solo ad una serata particolare e irripetibile, ma anche alla nascita di un disco, ed a una band che apre le porte del proprio studio ai fan per condividere questa nascita. Azzeccata anche la scelta della location, uno dei teatri più antichi di Dublino (costruito nel 1879) che ha visto calcare le assi del suo palcoscenico dai nomi più importanti degli ultimi trenta anni di rock. Capita a volte di incontrare degli amici che non sapevi di avere: un ringraziamento al gruppo di italiani per avermi tenuto il posto in fila anche se non lo meritavo, e in particolare a Sergio (il prossimo giro di Guinness lo pago io). (Giorgio Zito)