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NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (2a recensione)"
   (2018)


NICK CAVE AND THE BAD SEEDS "Live Piazza Napoleone Lucca 17-07 18 (1a recensione)"
   (2018)

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recensioni concerti

TETES DE BOIS   "Live Salone Tartara Casale Monferrato 28-09-2007"
   (2007)

Non sono molti gli eventi musicali di qualità in provincia di Alessandria, e tra questi ha assunto una certa importanza la rassegna “Monferr’Autore”, dedicata alla canzone d’autore. L’edizione 2007 vede un doveroso omaggio ad uno dei più grandi interpreti del genere, Leo Ferre’, che, oltre ad essere stato uno dei più importanti cantautori e intellettuali francesi, ha origini monferrine, essendo il nonno nato a Casale Monferrato nel 1883. Gli artisti presenti alla rassegna hanno proposto quindi, oltre alle loro composizioni, anche alcuni brani di Leo Ferre’. Il primo appuntamento ha visto i Tetes de Bois esibirsi al Salone Tartara di Casale Monferrato. Una delle band più originali del panorama musicale italiano, insieme da quindici anni. Il sestetto romano è nato proprio riproponendo brani di Ferre’, oltre che di altri grandi autori francesi come Brassens, o musicando le poesie di Baudelaire. L’amore per la canzone d’autore francese sfocia prima nel disco del 1994 “E anche se non fosse amore” che li vede reinterpretare brani dei grandi della canzone d’autore francese, e in seguito nel Disco “Ferre’, l’amore e la rivolta” con cui nel 2002 celebrano il grande musicista e cantante francese, ottenendo un discreto successo sia in Italia sia in Francia, arrivando a vincere la Targa Tenco come migliori interpreti nello stesso anno. E’ proprio con i brani di quel lavoro che si apre il concerto. La voce di Andrea Satta accompagnata dalla chitarra acustica introduce la splendida “Sono chi sai”, e uno per volta entrano in scena gli altri strumenti, fino alla conclusione del brano. A seguire uno dei capolavori di quel disco, “Non si può essere seri a diciassette anni”, su musica di Ferrè da un testo di Arthur Rimbaud nella versione italiana curata da Daniele Silvestri. La sequenza dedicata a Ferrè si chiude con un brano in francese, "L’Albatros", una poesia di Charles Baudelaire musicata da Ferrè e dedicata da Satta a tutti i migranti. A questo punto parte un giro per le città italiane. E’, infatti, da oltre un anno che i Tetes de Bois girano per l’Italia con il loro camioncino Fiat del 1956 sul cui palco itinerante presentano il loro ultimo lavoro “Avanti Pop”, il disco che li ha confermati come una delle più belle realtà della canzone italiana, nelle situazioni più diverse. Davanti alla Fiat di Melfi durante il cambio turno, a Tricarico per ricordare le lotte per l’occupazione delle terre, sul Tavoliere delle Puglie per ricordare i migranti sfruttati nella raccolta dei pomodori, in un paesino della Sardegna per raccontare la storia di Salvatore Poddighe e della sua “Sa Mundana Cummedia”, una storia in dialetto sardo perché la gente potesse finalmente capire, e ovviamente censurata dal podestà e dal vescovo (correva l’anno 1936). Sfilano così i brani “La leva”, “Rocco e i suoi fratelli”, “Lu furastiero”, “Sa mundana cummedia”. In questo giro per l’Italia c’è spazio anche per Il Giro d’Italia, quello ciclistico, quando si spengono le luci sul palco e un faretto illumina a lato del pubblico l’attore Matteo Caccia, che con un pezzo di bravura di teatro di narrazione racconta la vita di un ciclista degli anni ’40, il ciclista per cui si inventò la maglia nera per l’ultimo in classifica. Un’altra storia dedicata agli ultimi. Si chiude con “Avanti Pop”, brano che da il titolo all’ultimo disco dei Tetes de Bois, lavoro con cui hanno appena vinto per la seconda volta la Targa Tenco come migliori interpreti. C’è spazio ancora per due bis: la splendida “La costruzione”, brano di Chico Barque de Hollanda (censurato dal regime militare brasiliano nel 1971), e l’ultimo omaggio a Ferrè con “Gli Anarchici”. Ma questa è una serata speciale, non è solo il tour di Avanti Pop. Si chiude quindi con un’esecuzione davvero particolare: la versione originale di “Ciao amore ciao”, il brano del 1967 di Luigi Tenco che sarà poi modificato nel testo per il festival di Sanremo, perdendo la sua carica antimilitarista. L’esecuzione è dedicata al Club Tenco, a cui i Tetes de Bois sono debitori, e al suo direttore artistico presente in sala. Degna chiusura di una bella serata, grazie agli organizzatori che con coraggio propongono concerti di questo livello in una piccola realtà di provincia. L’appuntamento con “Monferr’Autore” è rimandato alla prossima edizione, e con i Tetes de Bois e la canzone d’autore alle tre serate della rassegna organizzata dal Club Tenco al Teatro Ariston di Sanremo, dal 8 al 10 novembre. (Giorgio Zito)